Crisi Canepa, tra i politici prevale la cautela. Nessuno si sbilancia sull’esito della vicenda

San Fermo della Battaglia (Co), presidio dei lavoratori davanti alla ditta Canepa s.p.a.

«Le notizie positive giunte ieri da Roma non devono far dimenticare il momento difficile che vive il settore tessile. Anche per questo il sindacato, in modo unitario, ha chiesto che il Tavolo della competitività dia vita a un osservatorio che sia in grado di monitorare in modo costante il comparto manifatturiero lariano storicamente più importante».
Il giorno dopo la riunione al ministero dello Sviluppo economico in cui sembra essere emersa una possibile via d’uscita alla crisi della Canepa di San Fermo, il segretario generale della Cgil di Como, Giacomo Licata, richiama tutti a un maggiore realismo.
«L’impegno del governo era un segnale necessario anche per ciò che rappresenta la Canepa. Ma qui non c’è in gioco soltanto una singola azienda, quanto piuttosto il distretto tessile nel suo complesso. Canepa è un simbolo del made in Como e di fronte alla sua crisi i clienti esteri potrebbero diversificare e orientarsi verso altri fornitori. Per questo crediamo che sia indispensabile tenere alta l’attenzione a tutti i livelli. E per questo il sindacato ha proposto di istituire un osservatorio che aiuti in questa fase tutti gli attori in campo».
Una situazione in chiaroscuro, quella descritta dal segretario della Cgil, nella quale prevale la cautela.
Atteggiamento condiviso da molti altri. Ad esempio, il deputato di Fratelli d’Italia, Alessio Butti: «Il mio auspicio è che vi sia davvero un compratore seriamente interessato a rilevare la Canepa – dice Butti – Da lì in avanti si può ripartire con l’obiettivo di salvare il lavoro e di consolidare brand e prodotto. La Canepa è sempre stata un punto di riferimento per il distretto tessile e credo che continuerà a esserlo».
Anche il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo, sottolinea l’importanza di «mantenere alta l’attenzione sul caso Canepa. Il nuovo amministratore delegato è parso molto determinato a trovare una soluzione ed è bene che vi siano proposte reali di acquisto dell’azienda. Ciò che conta, però, è il mantenimento dei livelli occupazionali e del cosiddetto perimetro aziendale: sarebbe grave che l’impresa venisse “spacchettata” prima di essere ceduta».
Sulla stessa linea il commento di Giovanni Currò, deputato del Movimento 5 Stelle presente mercoledì al tavolo ministeriale. «La fase in corso è delicata. Occorre porre attenzione al piano industriale di rilancio dell’azionista che subentrerà. È necessario che il piano industriale illustri con chiarezza come riposizionare una azienda come Canepa nel mercato tessile. Le priorità devono essere la tutela occupazionale e la prosecuzione della produzione», ha detto Currò.
Il presidente del consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi (Forza Italia) sottolinea infine il «segnale positivo che si intravvede all’interno di una situazione che resta difficile. Non è sicuramente il momento di cantare vittoria ma non era scontato che accadesse. Certamente ha fatto premio la qualità del lavoro sempre espressa dalla Canepa e dalle sue maestranze. La scelta della Regione di chiedere la mediazione del ministero si è rivelata giusta».

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