Crisi Covid, dalle Bcc lombarde 31 milioni di aiuti

Bcc Alzate Brianza

Nella prima fase della pandemia di Covid-19, così come nella seconda, le Banche di Credito Cooperativo (Bcc) attive in Lombardia hanno sostenuto famiglie, imprese, ospedali, scuole e associazioni locali con oltre 3 milioni di euro di donazioni a fondo perduto e hanno compartecipato a raccolte fondi in grado di attivare risorse per oltre 28 milioni di euro.
Fondi che sono serviti ad aiutare le comunità travolte dalla crisi innescata dal Coronavirus. E che si aggiungono alle iniziative bancarie mirate a favore dei clienti più in difficoltà: 27mila moratorie e 22mila finanziamenti agevolati (sino a 30 mila euro) a favore di piccole e medie imprese , cui si aggiungono anticipazioni di cassa integrazione, sospensione del pagamento delle rate dei mutui per imprese e famiglie, plafond dedicati alle aziende colpite dall’emergenza.
«L’esperienza di questi mesi sta cambiando molto e ci sta cambiando molto. Nel contesto in cui viviamo, un contesto profondamente condizionato e rivoluzionato negli ultimi mesi della pandemia di Covid-19, le Bcc non si sono tirate indietro, hanno anzi condotto iniziative mirate a sostegno di famiglie e imprese in difficoltà – ha detto ieri il presidente della Federazione lombarda del credito cooperativo, Alessandro Azzi, aprendo in videoconferenza l’annuale convegno di studi della stessa Federazione intitolato Aut Out – Questo momento storico, in cui il sistema del welfare tradizionale appare profondamente in crisi, è anche per noi un’occasione per rinnovare ulteriormente la riflessione sul concetto di mutualismo e sul significato di essere banca di comunità. Stiamo lavorando per trovare nuove strade e nuove idee, perché c’è ancora più bisogno di noi – ha sottolineato Azzi – anche per riempire gli spazi che altri lasciano liberi sul territorio. Nelle crisi si usa dire che si torna ai fondamentali, e nei momenti fondamentali le Bcc ci sono, ci sono sempre state».
Azzi ha anche parlato dei «processi di concentrazione bancaria, comprensibili sul piano industriale, ma che creano disorientamento sulla clientela» (il riferimento più vicino è l’opa di Crédit Agricole sul Credito Valtellinese, ndr) e ha ribadito come per il credito cooperativo, «nei prossimi mesi», si giochi «una partita decisiva. La sfida sarà un punto di equilibrio fra legittime esigenze di controllo e analisi dei rischi, in ambito nazionale e comunitario, e specificità proprie delle banche a carattere mutualistico».
In Lombardia sono 29 le Bcc attive sul territorio, con poco meno di 800 sportelli, oltre 200mila soci e 5.700 dipendenti. I numeri delle Bcc lombarde tratteggiano da soli l’importanza del sistema bancario cooperativo: 32 miliardi di euro di raccolta diretta e 24 miliardi di euro di impieghi.

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