Crisi di Governo, politici comaschi contro Renzi: chi punta al voto e chi sostiene ancora il premier

Matteo Renzi

La via del chiarimento parlamentare, o meglio della resa dei conti, sembra dunque essere la strada segnata per questa crisi di Governo ai tempi del Covid. Dopo l’accoglimento da parte del presidente della Repubblica delle dimissioni della compagine renziana, ecco dunque che si profila all’orizzonte anche la possibilità di andare al voto. Scenari politici a parte, quanto accaduto mercoledì sera ha suscitato forti reazioni tra i politici comaschi. «L’unica cosa certa è che buona parte del parlamento, soprattutto i 5 Stelle non vogliono le elezioni, purtroppo – interviene Alessio Butti (Fratelli d’Italia) – Questo lascia supporre che siano disposti ad accettare situazioni altrimenti inaccettabili. Mentre l’economia è a pezzi, i decessi aumentano, gli studenti sono a casa e i ristoratori chiudono, Renzi e Conte discettano di servizi segreti e rimpasto di governo. Uno spettacolo veramente indecoroso». Un giudizio tranciante arriva anche dalle fila della Lega. «Abbiamo assistito a un teatrino vergognoso – spiega il deputato leghista, Nicola Molteni – È una partita vergognosa e indegna che, come sempre, viene giocata sulla pelle dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese. Siamo nel mezzo della crisi più grande e devastante dal dopoguerra e questi personaggi si comportano in maniera così irresponsabile. Ci vogliono invece serietà e competenza. Si vada subito in Parlamento e si punti, dopo le dimissioni di Conte, a un nuovo Governo capace, un Governo che pensi al Paese e non alle poltrone». Preoccupata della situazione anche Chiara Braga (Pd). «Gli appelli del Pd per ricomporre la situazione e rilanciare l’azione di Governo non sono purtroppo serviti – dice la parlamentare Dem – Renzi si è comportato in maniera irresponsabile. Con il suo atteggiamento si è indebolita l’operatività del Governo nel mezzo di un’emergenza sanitaria ed economica senza precedenti. Proprio adesso che bisogna essere coesi per decidere come utilizzare i fondi europei. Noi lavoriamo per il Paese e supportiamo Conte». Insiste sul particolare momento storico anche Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale lombardo. «In un simile contesto sociale e sanitario ci vuole un Governo forte e purtroppo questa crisi ha evidenziato ancora di più le debolezze dell’esecutivo Conte. A questo punto -dice Fermi – è meglio tirare una riga e tornare in fretta a elezioni anticipate. E bisogna fare in fretta». Sconcertato anche Giovanni Currò, parlamentare del Movimento 5 Stelle. «Purtroppo tutti gli appelli a essere costruttivi sono rimasti inascoltati. Ora però si deve immediatamente riprendere una via che sia subito operativa. Alle porte è purtroppo attesa una terza ondata della pandemia e non possiamo essere impreparati. Ci sono riforme da fare e i fondi europei da gestire. La politica sta dando un pessimo esempio ai cittadini. Noi comunque puntiamo ancora sul premier Conte». E scendendo ancor più nel dettaglio «va anche detto come, oltre alle dimissioni dei due ministri anche quelle del sottosegretario agli Esteri di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, «sempre presente e parte attiva nei tavoli e nel dialogo con la Svizzera per gestire e cercare di risolvere la grave crisi economica e sociale che sta attraversando Campione d’Italia, è un problema – spiega Currò – Chiederò quanto prima che venga sostituito rapidamente per non perdere tempo prezioso in una partita così delicata».

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