Crollano i reati in provincia di Como: «E non è solo “merito” del coronavirus»

Il Questore di Como, Giuseppe De Angelis, con il prefetto Ignazio Coccia nelle celebrazioni di questa mattina

Il calo sensibile dei reati era già stato annunciato nel corso della conferenza stampa di inizio anno in Questura. Ma il blocco dell’Italia successivo alla crisi sanitaria legata al Covid-19, con i cittadini costretti a rimanere nelle abitazioni per contribuire a limitare la diffusione del virus, ha ulteriormente ridotto questi numeri. I cali sono, in quasi tutte le voci, molto evidenti. Partendo ovviamente dal dato dei reati complessivi, che sono scesi dai 17.362 del periodo aprile 2018-aprile 2019, a 14.951 per lo stesso lasso di tempo 2019-2020. Quindi, ben 2.451 denunce in meno rispetto ai precedenti dodici mesi. «Un trend estremamente positivo – comunica la Questura di Como – non determinato esclusivamente dalla situazione contingente sanitaria, ma già emerso nel confronto tra 2018 e 2019». Il numero maggiormente in calo è quello dei furti, sia come totale (6.450 quest’anno, 8.089 nell’anno precedente) sia in tutte le sue declinazioni: i furti in abitazione registrati sono stati 2.003 (erano 2.465), i furti dalle auto in sosta sono stati 756 (erano 948), gli scippi sono stati 44 (erano 55), i furti delle moto sono stati in totale 86 (erano 127) mentre quelli delle auto sono scesi a 285 dai precedenti 359. Anche le rapine sono in costante diminuzione (da 176 a 142), le ricettazioni sono passate da 97 a 73 e le estorsioni da 91 a 46. Diminuiscono anche le truffe informatiche passate da 1306 a 1058 e i danneggiamenti, scesi da 2377 a 2190.
Quello che aumenta
Nel quadro fornito dalla polizia di Stato, ci sono ovviamente anche voci in aumento. Sono quelle delle persone identificate (salite da 46 mila a 54 mila), e delle sostanze stupefacenti sequestrate, in totale, nel 2020, 15.334 grammi contro i 3.755 del 2019. Aumentano pure, nelle voci della polizia anticrimine, i Daspo (divieto di accesso agli impianti in cui si svolgono manifestazioni sportive) saliti da 2 a 12. Calano invece le persone sottoposte a rimpatrio con il foglio di via obbligatorio (119 rispetto alle 198 di dodici mesi prima). Ad aumentare è anche il numero dei porto d’arma uso caccia o sportivi (rilasciati oppure rinnovati): nel Comasco ne sono stati dati 1.517 contro i 1.480 del 2019. Le revoche di armi sono salite a 64 (erano 32) e le licenze revocate sono state 9 (erano state 2 nei dodici mesi prima). Nell’ambito dell’attività della scientifica, i prelievi di campioni di Dna sono stati 38 (erano stati 32) mentre sono scesi i sopralluoghi effettuati (158 rispetto ai 169) e le persone fotosegnalate (4.536 contro le 5.495 del 2019).
Le altre sezioni
Partiamo dall’ufficio immigrazione, che nel 2020 ha rilasciato 15.900 permessi di soggiorno e ricevuto 564 richieste di asilo politico (nel 2019 erano stati rispettivamente 16.758 e 707). In questo caso, dunque, entrambi i dati sono in calo. Aumentano sensibilmente invece, sul fronte della polizia stradale, le persone identificate (10.361 contro 8.870) e i veicoli fermati e controllati (8.885 contro 7.308). Scendono invece le infrazioni al codice della strada: 5.901 rispetto alle precedenti 8.288. La polizia postale si mantiene stabile, con 39 persone denunciate (erano 38 dodici mesi prima) e un lieve aumento tra gli arrestati. Triplicano invece i servizi a bordo dei treni fatti dalla polizia ferroviaria (1.665 contro 490) e raddoppiano le persone identificate sui convogli (2.519 rispetto ai precedenti 1.413). Infine la polizia di frontiera: incrementati anche in questo caso i veicoli controllati (3.808 contro 2.705) e le persone identificate (9.901 rispetto a 9.898), mentre le sostanze stupefacenti sequestrate hanno raggiunto i 75 grammi, rispetto ad una quantità molto più bassa nei dodici mesi precedenti.

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