«Cultura ed educazione, priorità per i nostri ragazzi» Intervista a Bollini, allenatore dell’Italia Under 19

Alberto Bollini

Nessun gol, ieri allo stadio di Lecco, fra l’Italia Under 19 e i pari età della Svizzera. Per gli azzurrini – in maglia verde – non sono mancate le occasioni, ma alla fine la porta degli elvetici è rimasta inviolata. Il ritiro della Nazionale prima del match con i rossocrociati è stato ad Erba, nel Castello di Casiglio. La sfida era di carattere amichevole, in vista del girone di qualificazione alla fase finale degli Europei. L’Italia sfiderà – dal 25 al 31 marzo – Norvegia, Islanda e Slovenia.
La presenza dell’Italia a Erba è stata propizia per parlare con il commissario tecnico azzurro Alberto Bollini, che dalla scorsa estate guida l’Under 19.
«Questa è una categoria sicuramente particolare e affascinante, una porta che già codifica il professionismo con la “P” maiuscola – spiega Bollini – La Federazione sta facendo un lavoro enorme su tutte le rappresentative; chi è in Under 19 di solito ha fatto un lungo percorso partito dall’Under 15. Questi ragazzi oltre al campionato Primavera hanno poi l’opportunità di allenarsi con la prima squadra di club di alto livello, sia per storia, sia per cultura di settore giovanile».
«L’Under 19 è una categoria molto particolare consacra la fine del percorso di un calciatore nel settore giovanile e il passaggio tra i “grandi” – aggiunge – Ogni passaggio è delicato. Sentiamo la responsabilità di crescere prima di tutto uomini con cultura ed educazione oltre che sportivi. A livello calcistico questa è una fase dove la specifica del ruolo, la competenza delle fasi di gioco, i dettagli dell’organizzazione e il sapore del risultato cominciano ad avere sempre più rilevanza»
Bollini si sofferma sulla una forte collaborazione con il c.t. della Nazionale maggiore, Roberto Mancini. «Il lavoro che sta facendo non lo scopro certo io. Ho avuto la fortuna di conoscerlo come calciatore al termine della sua carriera alla Lazio dove allenavo la Primavera; ricoprivo lo stesso ruolo quando lui è arrivato da allenatore».
«La cultura e il senso del gioco che ha portato in Nazionale, oltre alla forte attenzione per i giovani, a cascata ha creato coinvolgimento nei nostri ragazzi – aggiunge Bollini – Nei prossimi giorni proprio con Mancini ci sarà uno stage con l’Under 2019. Il c.t. e il suo staff guideranno i nostri giocatori per conoscerli e per far provare gli allenamenti della Nazionale maggiore».
Come detto, la sfida con la Svizzera è stata propedeutica agli impegni ufficiali, con la caccia ad un posto alla fase finale dei prossimi Europei.
«Andiamo nel clou della stagione – sostiene ancora Bollini – Questa squadra è partita con un percorso lo scorso agosto. Siamo al settimo raduno; per noi è importante avere questi ragazzi, anche se solo per tre giorni, per armonizzarli, visto che arrivano da realtà diverse. A novembre abbiamo disputato il primo girone eliminatorio con tre partite e tre vittorie. Ora ci prepariamo per ottenere il pass per gli europei: saranno in lizza quattro squadre, passerà solo la prima e dovremo affrontare quel momento con il massimo della condizione e della motivazione. Noi dovremo giocare da Italia, onorare la maglia ed essere protagonisti».
Molti giocatori ora in azzurro, potrebbero un giorno finire in Lega Pro, nel campionato del Como. «Le statistiche dicono che oltre il 50% di questi ragazzi andranno in Lega Pro. Tanti faranno poi una carriera onesta in quella che è comunque una categoria professionistica. Altri saranno mandati lì a farsi le ossa in un calcio molto agonistico, differente dalla serie A, ma importante per la loro formazione».

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