Da oggi la Lombardia in zona arancione. «Opportunità da non sprecare»

Como, militari zona arancione

Non è un “liberi tutti”. Già in passato i cambi di colore migliorativi hanno scatenato una sorta di euforia che ha poi portato al peggioramento della situazione legata alla diffusione del Covid. Le immagini da “tutto esaurito” a Como e sul Lario in alcuni fine settimana di questo 2021 non sono state dimenticate. Ora, dopo settimane in “zona rossa”, da oggi la Lombardia torna in “fascia arancione”. La situazione è in generale miglioramento, anche se in provincia i numeri del contagio rimangono sempre alti.

Si è detto all’inizio. Non è un “liberi tutti”, ma un lieve allentamento delle misure. L’attenzione deve rimanere sempre alta. «Non sprechiamo questa opportunità – ha detto Attilio Fontana, governatore della Lombardia – Osserviamo tutte le regole che servono a prevenire la diffusione del virus».
Il passaggio dalla zona rossa alla zona arancione della Lombardia introdurrà, a partire da oggi, misure meno stringenti per gli spostamenti (che diventeranno liberi all’interno del proprio comune fra le 5 e le 22), per le attività commerciali (che riapriranno, mentre bar e ristoranti dovranno continuare con l’asporto).
Gli spostamenti verso altri comuni (e quindi anche quelli verso differenti regioni e province autonome) sono consentiti esclusivamente per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, specifica il sito del Governo.
C’è comunque una norma che può quasi sembrare una contraddizione e si spera che non diventi un alibi per i “furbetti”: chi vive in un comune che ha fino a 5mila abitanti può spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio territorio per visite ad amici o parenti, con il divieto però di recarsi in capoluoghi di provincia.
Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi presenti all’interno dei centri commerciali, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Il provvedimento riporterà in classe migliaia di studenti. Tornano in aula tutti gli alunni anche di seconde e terze medie, mentre alle superiori la didattica in presenza coinvolge dal 50 al 75% dei ragazzi. Questi ultimi dovranno indossare la mascherina anche durante le lezioni, e in tutti gli spazi condivisi della scuola. In caso di sintomi in classe da sospetta infezione, l’alunno viene trasferito in una stanza Covid isolata, da un operatore che segue uno specifico protocollo, fino all’arrivo del genitore.

Il rientro tra i banchi è stato uno degli argomenti approfonditi venerdì sera nel corso di “Nessun Dorma”, su Etv: ospiti della puntata l’assessore regionale a Famiglia e disabilità Alessandra Locatelli e Angelo Valtorta, preside del liceo “Alessandro Volta” di Como. Quest’ultimo ha auspicato che «le prescrizioni che faremo rispettare in classe, vengano poi mantenute anche fuori dall’istituto».

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