Da oggi scatta la zona rossa, si intensificano i controlli

Polizia di stato

Il virus, inevitabilmente, oltre ad aver stravolto la vita di tutte le persone, ha cambiato anche le più classiche tradizioni come quella natalizia. E così, oltre al valore religioso, che forse in questo periodo così cupo sarà ancor più sentito, l’aspetto più strettamente collegato all’economia ne ha pesantemente risentito. Tra zone di diverso colore, settori economici sempre più in difficoltà e aperture degli esercizi commerciali cadenzati da calendari sempre più indecifrabili, non è andata bene, in città, la classica corsa al regalo. «Sono giù due giorni che non si vede molto movimento. Ma ce lo aspettavamo. Questo sarà inevitabilmente un Natale particolare, fatto di piccoli pensieri – spiega Marco Cassina, presidente di Federmoda Como in seno a Confcommercio – Ma tutto il periodo, tranne il primo weekend di riapertura, è stato molto fiacco e difficile. E da domani (oggi, ndr) è zona rossa. A tal proposito c’è da chiedersi, senza polemiche, se aveva senso chiudere il 24». Purtroppo in un periodo in cui «le persone hanno perso l’entusiasmo, tutto diventa superfluo e da qui la nostra condizione. Fa sorridere pensare a quando decisero di farci tenere aperti fino alle 22». Situazione dunque non positiva e intanto da oggi e fino all’Epifania tutta Italia tornerà zona rossa nei festivi e prefestivi, mentre sarà arancione nei restanti giorni. Le regole della zona rossa prevedono il divieto di qualsiasi spostamento se non per motivi di salute, lavoro e necessità, da motivare con autocertificazione. Restano chiusi negozi, centri estetici, bar e ristoranti, che potranno lavorare solo per l’asporto e le consegne a domicilio. Aperti invece supermercati, farmacie, edicole, parrucchieri e barbieri, lavanderie. Il decreto legge prevede però, anche nei giorni rossi, la possibilità di ricevere a casa due persone più eventuali bambini fino a 14 anni. È possibile spostarsi una sola volta al giorno e verso un’unica abitazione privata. È sempre possibile raggiungere la seconda casa se è all’interno della regione, con le persone conviventi. Nei giorni arancioni, il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio sarà possibile muoversi liberamente nel proprio comune e saranno aperti tutti i negozi e anche i centri estetici. I residenti nei comuni fino a 5mila abitanti potranno uscire dal paese e spostarsi per un massimo di 30 chilometri, ma non nei comuni capoluogo. Restano chiusi bar e ristoranti, ad eccezione di asporto e consegna a domicilio. Saranno capillari i controlli. Per le violazioni previste sanzioni da 400 a mille euro, mentre rischia la denuncia penale chi viola la quarantena o si sposta pur essendo positivo al Covid.

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