Da oggi zona arancione, dopo un mese in giallo: chiudono bar e ristoranti, ci si muove nel comune

Piazza Volta Carabinieri

Ritorno in zona arancione da oggi per Como e tutta la Lombardia, tranne la provincia di Brescia che resta in arancione scuro o rafforzato almeno fino a martedì con otto comuni bergamaschi e uno nel Cremonese. Si è chiuso il mese di febbraio e con esso il periodo di zona gialla per il nostro territorio. L’ultima settimana di arancione era stata proprio quella dal 24 al 31 gennaio, preceduta da un settimana in “rossa” tra mille polemiche e ricorso al Tar e da una arancione, dall’11 gennaio, alla ripresa delle scuole dopo le vacanze di Natale.
Le regole non sono cambiate da allora. Le principali riguardano gli spostamenti, consentiti liberamente solo nel comune di residenza. Negli altri casi serve l’autocertificazione. Resta vietato anche uscire dalla regione e muoversi di casa in generale durante il coprifuoco dalle 22 alle 5. I negozi restano aperti, insieme con parrucchieri e centri estetici, mentre bar e ristoranti non possono più servire i clienti al tavolo. Consentiti asporto e la consegna a domicilio. Per i bar l’asporto è fino alle 18. Chiudono i musei, che in zona gialla invece erano aperti su prenotazione, ad eccezione del fine settimana.
L’attività sportiva è consentita all’aperto, nel proprio comune e in forma individuale, mentre restano chiuse piscine e palestre, come cinema e teatri
Tutti in classe dal nido alle medie, le superiori proseguono in presenza al 50%. I mezzi pubblici possono essere utilizzati con la capienza del 50%. Il divieto di spostarsi fuori dal proprio Comune di residenza se non per lavoro o comprovate esigenze non vale nei paesi al sotto i 5mila abitanti. Si possono sempre raggiungere le seconde case e fare ritorno al proprio domicilio, anche da un’altra regione. Per le violazioni alle norme sono previste sanzioni da 400 a mille euro. Rischia la denuncia penale chi viola la quarantena o si sposta pur essendo positivo al Covid.
L’aumento dei casi e il declassamento della Lombardia da gialla e arancione mette apprensione anche dall’altra parte del confine. Intervistato dal “Corriere del Ticino”, il sindaco di Lugano, Marco Borradori, ha fatto un appello ai residenti di non varcare assolutamente il confine, proprio per via della zona arancione in vigore in Lombardia. Appello rilanciato subito anche dal primo cittadino di Chiasso, Bruno Arrigoni.
Tra le categorie maggiormente penalizzate dalla zona arancione ci sono evidentemente baristi e ristoratori. Da due settimane, la Lega, sta chiedendo invece di consentire ai ristoranti di restare aperti anche la sera. Lo ha ribadito anche ieri dalla giunta di Attilio Fontana, l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi, auspicando che la regione torni presto in fascia gialle. Guidesi chiede che nel nuovo Dpcm venga inserita la possibilità di poter aprire anche a cena nei territori che saranno in fascia gialla.
«Dal Governo – dice l’assessore – ci attendiamo che venga previsto nel nuovo Dpcm la riapertura, in zona gialla, dei ristoranti anche alla sera, con il medesimo protocollo utilizzato per il pranzo e di tutte le altre attività che in sicurezza meriterebbero di tornare a lavorare. Questo soprattutto a fronte della ormai scontata decisione dell’esecutivo di riaprire cinema e teatri».

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