Da venerdì il nuovo Dpcm Conte per il Natale, la minoranza chiede di salvare locali e turismo

Zoffili: «Territori inascoltati». Butti: «Assurdi i divieti per i ristoranti»

Sono ormai state definite le tappe che porteranno alla firma del nuovo Dpcm del premier Giuseppe Conte e che entrerà in vigore da venerdì 4 dicembre.
Ieri, l’incontro con Regioni e province autonome, oggi riunione Stato-regioni con il ministro della Salute, Roberto Speranza, poi il confronto in Parlamento e la firma, entro la mezzanotte di giovedì. Come durante il primo lockdown, giorno dopo giorno, trapelano intanto indiscrezioni sul documento. Spostamenti tra le regioni vietati anche tra territori in area gialla, negozi aperti fino alle 21, possibile divieto di sciare, rientri a casa solo per i congiunti. Possibilità di raggiungere le seconde case solo fino alla settimana precedente il Natale.
E ancora, ristoranti chiusi ovunque, il 25 e il 26, coprifuoco a Capodanno, possibile anticipo delle messe di mezzanotte e un massimo di 6 commensali a tavola anche nelle case. Nei quindici giorni tra il 19 o 20 dicembre e il 6 gennaio la stretta sarà molto rigida, per evitare la terza ondata. Anticipazioni che hanno avuto immediate reazioni politiche, anche tra gli esponenti comaschi in Parlamento.

«Credo che la cosa più importante sia che gli sforzi fatti fino ad oggi non vengano vanificati – commenta Giovanni Currò, deputato comasco del Movimento Cinque Stelle – Siamo di fronte a un bivio, tra esigenza di vicinanza con le nostre famiglie e la necessità di proseguire con restrizioni per far diminuire la curva dei contagi. Dal punto di vista economico, il Natale sicuramente ricopre un aspetto rilevante, è necessario che il Dpcm sia accompagnato da misure di sostegno economico come lo è stato con i quattro decreti ristori», conclude Currò.

Meno benevolo il giudizio delle minoranze. «Prima di tutto un incoraggiamento ai negozianti, ai cittadini, alle famiglie che in sicurezza hanno il diritto di trascorrere un Santo Natale che sia il più possibile sereno e normale – dice il deputato della Lega, Eugenio Zoffili – Sempre grazie di cuore per il lavoro dei nostri sanitari e un pensiero per chi soffre e non c’è più. Ci sarà tempo per chiedere conto delle colpe del Governo che non ha predisposto le necessarie contromisure. Non è polemica, le mancanze sono evidenti. Ora però prevalgano coesione, buonsenso e coraggio per permettere ai nostri imprenditori e lavoratori di tornare a guardare al futuro con fiducia».

«Servono sostegni economici veri e regole chiare per poter lavorare in sicurezza anche nelle aree montane – dice ancora Zoffili, riferendosi al previsto divieto di apertura della stagione sciistica – In Parlamento abbiamo portato con i colleghi della Lega le voci e il grido di dolore dei nostri territori attraverso proposte concrete, purtroppo inascoltate con arrogante incoscienza dal Governo Conte che preferisce aprire i porti e portare in aula i provvedimenti per cancellare i decreti sicurezza dell’ex Ministro Salvini a scapito anche dei comaschi».
«Non consentire ai ristoratori di lavorare, nel pieno rispetto delle norme, a Natale mi sembra assurdo – commenta il deputato comasco di Fratelli d’Italia, Alessio Butti – Vanno negati gli assembramenti, non la sopravvivenza di migliaia di imprese, spesso familiari». Butti dice la sua anche riguardo la questione della stagione sciistica. «Sullo sci, Conte chiude impianti italiani senza negoziare con i paesi confinanti che invece terranno aperto – sottolinea sempre Butti – Il rischio terza ondata, atteso che la seconda non è in ritirata, non dipende da queste attività che potrebbero essere controllate, ma da altri settori, primo fra tutti quello del trasporto. Non si vedono all’orizzonte contromisure assunte per tempo».

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