Dakar 2018, Jacopo Cerutti lancia la sfida
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Dakar 2018, Jacopo Cerutti lancia la sfida

Cerutti con la moto con cui parteciperà alla Dakar 2018

Partenza per il Sud America nella giornata di ieri, prologo il 6 febbraio in Perù e partenza ufficiale il 7. La conclusione il giorno 20 in Argentina. Tutto è pronto per l’edizione 2018 della Dakar e per la trasferta di Jacopo Cerutti, il centauro comasco, alla sua terza partecipazione ad una tra le corse più famose e impegnative del mondo.
Pochi giorni prima della partenza per presentare la sua  gara, Cerutti ha scelto la trasmissione di Espansione Tv “Angoli”. Il lariano sarà al via della prova delle moto con una Husqvarna Rally 450 schierata dal team della Repubblica Ceca Moto Racing Group. Al suo fianco papà Gianni e un tecnico italiano, Paolo Raza. «In questo modo, in caso di bisogno, ci sarà una comunicazione più immediata – spiega Jacopo –

Alla fine di ogni tappa guadagnare tempo è fondamentale e l’interfacciarsi con un italiano facilita tutto».
Cerutti nel 2016, alla sua prima partecipazione, si piazzò 12° nella sfida delle moto e fu il migliore italiano. Lo scorso anno si fermò nelle fasi iniziali per una banale caduta con un conseguente infortunio a una mano; in quel momento era 24°.
Nel  2017 Jacopo si è tolto la soddisfazione di conquistare il suo terzo titolo italiano Motorally. Un campionato importante, un utile allenamento in vista della Dakar.
«Non ho lasciato nulla di intentato per arrivare pronto all’appuntamento – ha spiegato il comasco ad “Angoli” – La preparazione fisica è stata portata avanti con grande attenzione, con allenamenti in Marocco, dove le condizioni sono simili al Sud America e in Sardegna. Mi sento pronto anche sotto l’aspetto mentale, che è fondamentale in una competizione come la Dakar».
Il centauro dell’Husqvarna si è poi soffermato sulle caratteristiche del percorso. «La parte iniziale della gara sarà in Perù – ha detto – e subito ci sarà un terreno molto ostico, con dune e sabbia».

«Poi ci si sposterà in Bolivia – ha aggiunto – a 3-4mila metri di altezza, con temperature molto basse. L’esatto contrario dell’Argentina, dove ci sarà la parte finale della gara: oltre a percorsi tutt’altro che semplici ci saranno 40 gradi». In totale i partecipanti dovranno percorrere 8.200chilometri; più di 4.500 saranno di settori cronometrati.
«Il mio obiettivo? Vorrei lasciarmi alle spalle qualche pilota ufficiale – ha sempre spiegato Jacopo – come nel 2016. In questa edizione ce ne saranno almeno una ventina: sicuramente non lascerò nulla di intentato. In ogni caso la priorità è terminare la competizione, poi tireremo le somme».
Massimo Moscardi

3 gennaio 2018

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Redazione Corriere di Como

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