Dante protagonista al Festival della Luce

Dante Alighieri nell'arte è il tema di uno degli incontri di Clio

La poesia di Dante illumina la cultura comasca. Ieri è stata presentata l’ottava edizione del “Festival della luce” promosso dalla Fondazione Volta, che a 700 anni dalla morte di Dante non poteva che essere dedicato al poeta. E lo sarà con il titolo “L’amor che move il sole e l’altre stelle” dal 15 al 23 maggio prossimi. Al centro della galassia festival ci sarà il tema del Sole tra incontri di divulgazione scientifica, eventi culturali e mostre.
«Il festival si è ormai affermato come un appuntamento tradizionale della città e un’occasione per tutti di intraprendere un percorso di conoscenza unico, di particolare interesse, guidati da personalità di rilievo – ha detto ieri l’assessore alla Cultura di Como, Livia Cioffi – Un importante contributo non solo all’offerta culturale di Como, ma alla conoscenza e al senso critico di ciascuno di noi».
«Richiamare la luce come elemento essenziale in Dante è utile – ha rimarcato Luca Levrini, presidente di Fondazione Alessandro Volta – Dante potrebbe essere ognuno di noi. Compie un viaggio che parte dalla angoscia ed arriva alla bellezza della luce. Compie un viaggio per insegnarci a vivere una trasformazione positiva, percorrendo un modo surreale dove legge e riflette sulle realtà umane. Un viaggio quantomai attuale in tempi di pandemia. Con emozione ci apprestiamo a vivere il festival in presenza. Applicheremo con scrupolo le direttive che ci saranno imposte, magari con ulteriore prudenza».
Il festival edizione 2021 partirà sabato 15 maggio, alle 19 al Teatro Sociale di Como con la celebrazione della “Giornata Internazionale della Luce” . La serata, condotta da Alessandro Cecchi Paone, ospiterà un testimonial d’eccezione, Sperello di Serego Alighieri, astrofisico e discendente di Dante Alighieri, che interverrà con Massimo Capaccioli, professore emerito di astrofisica all’Università di Napoli Federico II, sul tema “Il Sole, la Luna e l’altre stelle di Dante”. Molto atteso l’intervento di Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, sul tema “La luce nella lingua italiana”; Lucilla Giagnoni, attrice, sceneggiatrice e autrice televisiva italiana, accompagnerà il pubblico con il commento e la recitazione del 33° canto del Paradiso. Previsti intermezzi musicali con la partecipazione del duo Enrica Ciccarelli al pianoforte e del soprano Ivanna Speranza. Domenica 16 maggio, dalle ore 17 si passerà a Palazzo Beauharnais a Pusiano.
Dal 15 al 23 maggio, parteciperà anche il Museo della Seta di Como con una selezione di stampe su seta ottenute con la tecnica del mosaico. Ogni tessera del racconto è una iconografia dell’astro e dell’autore della Divina Commedia.
Ieri, presentando l’evento, la presidente dell’Associazione Museo Seta Giovanna Baglio ha rimarcato: «Vogliamo esserci nonostante il Covid, il nostro diktat è non arrendersi mai e crederci sempre». E Franco Brenna, direttore del Festival della Luce le ha fatto eco sottolineando il percorso «nobile e avvincente» del festival e ricordato «due amici dell’evento che non sono più tra noi, Philippe Daverio, che 4 anni fa fu ospite del festival, e il filosofo della scienza Giulio Giorello»,

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