Danza di ricerca, vent’anni nel segno del grande Maurice Béjart

Coreografie sul lago
Gli appuntamenti con la danza sono stati certamente uno dei fiori all’occhiello dell’intero festival di Villa Olmo. Prima una splendida Eleonora Abbagnato che ha confezionato un applauditissimo spettacolo dedicato a Luchino Visconti, proposto in esclusiva, poi l’incredibile e colorata esibizione dei Kataklò che ha letteralmente rapito il folto pubblico di Villa Olmo.
Un’ultima occasione per avvicinarsi al variegato mondo del balletto è in carnet questa sera, alle 21.30, con
L’École-Atelier Rudra Béjart Lausanne, che celebra, nella splendida cornice del parco dell’imponente dimora neoclassica comasca, il suo ventesimo anniversario. E lo fa proponendo una visione originale della creatività e della formazione multidisciplinare dei suoi interpreti. La compagnia continua ancora oggi, sotto la direzione di Michel Gascard, a trasmettere il suo messaggio pedagogico e coreografico universale, seguendo la volontà di Maurice Béjart che la fondò nel settembre 1992. L’apporto delle danze tradizionali e del kendo, arte marziale giapponese, dona una costante fusione a questi incroci artistici. L’École-Béjart porta a Como due coreografie: una di Maurice Béjart, Voilà l’Homme, con percussioni di Thierry Hochstaetter, JB Meyer e musiche di Cajkovskij, Nino Rota, Gleason, Hochstaetter, Meyer, e un’altra, definita proprio in questi giorni, che vedremo al festival lariano in anteprima nazionale.

Maurizio Pratelli

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