David Zollo, roots rock dell’Iowa

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I live da non perdere

Scrivere di David Zollo e non ricordare Carlo Carlini, compianto promoter che per primo lo portò in Italia, è impossibile. Chi frequenta il live club All’1&35circa, dove venerdì 18, alle 21, è atteso il ritorno del cantautore americano, non lo ha certo dimenticato: Carlo era un tour manager sui generis, più accecato dalla passione per la musica che dal denaro che ne avrebbe potuto ricavare. Una notte di molti anni fa, abbandonò al suo destino in Brianza proprio Zollo.
Carlini doveva

seguire Tom Russell a Milano e toccò a un suo fan ricondurre il povero Zollo, e il suo furgone degno di un racconto di Kerouack, sulle strade delle highways lombarde per raggiungere un’altra città dove cantare. Piccole leggende live, che nulla tolgono alla storia di David Zollo, una star dell’Iowa fin dai tempi della sua militanza negli High & Lonesome, antesignani del subbuglio rootsrock di questi anni.
L’assidua frequentazione di gente del calibro di Greg Brown e l’apporto di musicisti poco appariscenti ma validissimi, come Bo Ramsey, ha poi spinto il suo songwriting, lui che è nato essenzialmente come pianista, verso un rock’n’roll periferico e dall’aria bluesy.
Solo tre dischi da solista, tra cui l’ottimo The Big Night, e uno nuovo in arrivo, For Hire, da cui prende spunto questo nuovo tour che lo riporta in Italia.
L’artista inglese Johnny Borrell, già noto come cantante e chitarrista della rock band Razorlight, arriva nel nostro Paese con il suo progetto solista insieme al trio Zazou, per presentare l’album d’esordio. Pubblicato lo scorso luglio, Borrell 1 è stato inciso in origine su un registratore 4 tracce con l’ausilio dell’amico bassista Freddie Stitz, del sassofonista brasiliano Joao Mello e Darren Berry.
Dopo aver presentato le canzoni live, Johnny ha deciso di registrarle nuovamente in studio a Londra con il leggendario produttore Trevor Horn. Lo stesso Johnny ha così commentato il disco: «La musica è semplicemente venuta in modo molto naturale. È un lavoro nato con lo spirito di una festa, e gli arrangiamenti per le canzoni riflettono quell’atmosfera».
Borrell lo ha anche definito “un album rock’n’roll senza basso e batteria, praticamente senza chitarre”. Sono infatti tastiere vintage, percussioni e assoli di sax i protagonisti di una raccolta di canzoni in cui gli echi latini si fondono con un’attitudine bohemiènne. Venerdì 18 ottobre, alle 21, le presenta dal vivo a Milano alla Salumeria della Musica; in apertura, il cantautore lo-fi irlandese Pat Dam Smyth e la musicista americana Z Berg.
Dopo aver chiuso in aprile “Unplugged 2013” agli Arcimboldi, di sold out in sold out i Negrita tornano a Milano per fare tappa, lunedì 21, alle ore 21, al Teatro Nazionale. Pau, Drigo e Mac portano in scena il doppio album Déjà Vu, uscito lo scorso 17 settembre, che celebra, in anticipo di un anno, il ventennale artistico rivisitando in chiave semi-acustica una ventina di canzoni del loro repertorio.
«Questo live è una sorta di secondo tempo del precedente tour – ha spiegato il frontman Pau – Oltre ai due inediti La tua canzone e Anima lieve che fanno parte della raccolta, potremmo aggiungere in scaletta tre o quattro nostri classici».
I Negrita rappresentano uno spartiacque fra pop e rock, una libertà sonora che, pur avendo spesso confuso il pubblico, rappresenta la tenacia di un gruppo nei confronti della propria libertà artistica e mentale. Solo il prossimo disco, atteso a breve, svelerà quanto sarà ispirato da questo spirito vintage.

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