Devastante incendio in via Vela: due a processo

Ponte Chiasso – Furono 40 gli sfollati
In aula il proprietario dell’appartamento e l’affittuario dei locali da cui partì il rogo
«Era notte, stavo dormendo. Mi sono svegliato perché ho sentito un forte odore di fumo. Ho capito che l’appartamento sotto stava bruciando. Ho svegliato mia moglie e i figli e siamo scappati. Appena in tempo, il pavimento subito dopo è crollato».
È questo il drammatico racconto fatto ieri mattina in aula del tribunale a Como, da un inquilino del caseggiato di via Vela, in quel di Ponte Chiasso, devastato dalle fiamme nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2008.
Un rogo che portò

a dichiarare inagibili 32 appartamenti dello stabile e al conseguente sfollamento delle 40 persone che li abitavano.
Secondo la Procura, due sono i responsabili di quel disastro, e per la precisione chi abitava (in affitto) nei locali al secondo piano da cui si svilupparono le fiamme, e il proprietario dell’appartamento, rispettivamente un tunisino di 40 anni e un marocchino di 44 anni.
Entrambi devono rispondere di incendio colposo. Secondo la tesi accusatoria, in un appartamento sprovvisto di allacciamento elettrico, l’affittuario utilizzava mezzi di fortuna per soddisfare le esigenze della vita quotidiana. E proprio da questi espedienti – candele, bombole a gas, allacciamenti volanti – sarebbe partita la scintilla che avrebbe poi provocato il devastante incendio.
Il processo è stato poi rinviato al 6 marzo 2012.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Un’immagine dell’incendio che scoppiò nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2008

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