Dicono di vendere merletti ma rubano borsa a un’anziana

La fuga fermata lungo la Regina
Donna raggirata a Grandola. I carabinieri hanno però arrestato tre nomadi

(m.pv.) La cosa più antipatica è che alla fine a pagare sia stata una anziana, truffata e derubata della borsa che teneva sul tavolo. Ritrovata e recuperata, senza però i 100 euro che vi erano contenuti. Perché le tre donne nomadi arrestate, nel frattempo (e secondo la tesi della pubblica accusa), li avevano già fatti sparire. Nomadi cui tra l’altro il giudice monocratico di Como ha concesso i “domiciliari” nel loro campo di Senago, in attesa del processo che verrà celebrato nei prossimi

giorni nel Tribunale lariano. La storia approdata ieri al piano terra del palazzo di giustizia è andata in scena a Grandola. Qui, una anziana è stata avvicinata da tre donne di 20, 33 e 40 anni che l’hanno convinta a guardare i loro merletti di pizzo per un possibile acquisto. Una volta entrate in casa – con i merletti rimasti “ovviamente” in macchina – l’attenzione è finita presto con il concentrarsi su una borsa che era appoggiata sul tavolo e che è scomparsa in un attimo, così come le tre signore.
L’anziana ha però chiesto immediatamente aiuto, fornendo anche preziosi elementi per risalire all’identità delle fuggitive. E i carabinieri della stazione di Lenno, che hanno lavorato con quelli di Menaggio e con il nucleo operativo e radiomobile della compagnia, sono riusciti a intercettare la Daewoo Matiz all’altezza proprio di Lenno, mentre percorreva la Regina.
Nell’abitacolo sono stati trovati arnesi da scasso.
Le tre nomadi ieri sono state condotte in Tribunale per il processo per “direttissima”.
La colpa è stata fatta cadere sulla più giovane e incensurata del gruppo.
E alla fine, nonostante l’insistenza del pubblico ministero Vanessa Ragazzi – che chiedeva la custodia in carcere in attesa del processo (rinviato, causa richiesta dei termini a difesa, a mercoledì) – il giudice ha concesso i “domiciliari” in casa, dunque nel campo di Senago da dove le tre donne provenivano. Ad attendere le arrestate, che sono uscite trionfanti dal palazzo di giustizia, erano arrivati parenti e un avvocato appositamente giunto da Novara.

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