Dietrofront: la Provincia di Como non andava abolita

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Sentenza della Corte Costituzionale

Incredibile epilogo del pasticcio sull’abolizione delle Province italiane. Oltre un anno dopo il famoso decreto “Salva Italia”, emesso dal governo allora presieduto da Mario Monti, il taglio degli enti previsto dal provvedimento è stato clamorosamente bocciato.
La sentenza è arrivata ieri sera direttamente dalla Corte Costituzionale, i cui giudici di fatto hanno letteralmente salvato le Province italiane. La Consulta, infatti, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma

contenuta nel decreto “Salva Italia” e il conseguente riordino degli enti territoriali che ne prevedeva la riduzione in base a criteri di estensione e popolazione. Secondo la Corte Costituzionale, questa materia non poteva essere disciplinata attraverso lo strumento del decreto.
Difficile non parlare di clamorosa beffa per quanto riguarda Villa Saporiti, una tra le Province che sarebbe dovuta andare al voto nella primavera del 2012 e che, invece, proprio in base ai criteri fissati dal decreto governativo, evitò le urne e venne successivamente commissariata (peraltro, con lo stesso ex presidente precedente, il leghista Leonardo Carioni).
Difficile dire cosa possa accadere ora, visto che il commissariamento è tuttora in corso ma, a conti fatti, senza una nuova riforma della materia, esiste la possibilità che i comaschi possano essere nuovamente chiamati a eleggere i propri rappresentanti provinciali.

Nella foto:
Villa Saporiti, sede della Provincia di Como. Il futuro dell’ente torna a essere un mistero

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