Categories: Cronaca

Dipendente licenziata, mozione contro l’assessore Negretti

Mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Elena Negretti. La firma, sotto al documento protocollato in Comune, è quella dei consiglieri della Lista Rapinese Sindaco: lo stesso Alessandro Rapinese, Fulvio Anzaldo e Ada Mantovani. A finire nel mirino dei tre consiglieri comunali il caso della dipendente comunale licenziata dall’amministrazione lo scorso 26 gennaio con l’accusa di aver omesso la timbratura del cartellino.

Accusa caduta dopo la recentissima decisione del Tribunale di Como che ha ordinato il reintegro immediato della dipendente arrivando anche a mettere in dubbio la buona fede dell’amministrazione.

«La ricostruzione storica degli eventi compiuti dal Tribunale di Como – si legge nella mozione – contrasta inequivocabilmente con gli intenti dichiarati a inizio mandato dall’assessore Negretti e in ogni modo, l’episodio in questione dimostra l’inidoneità di quest’ultima a ricoprire l’incarico».

Tra gli altri capi d’accusa contenuti nella mozione dei consiglieri anche la mancata costituzione della Commissione comunale per le Pari opportunità, delega in capo all’assessore Negretti, e il mancato aggiornamento della pagina del sito del Comune alla voce dedicata all’argomento. Poi l’ultimo attacco. «Nonostante l’assessore detenga anche la delega alla Sicurezza e alla Polizia locale, venditori e parcheggiatori abusivi esercitano indisturbati la loro attività», si legge nel documento.

E infine i tre contestano il fatto che durante la discussione per istituire una Commissione Sicurezza speciale, l’assessore «si sia presentata soltanto al termine della seduta», bocciando «la proposta di deliberazione senza confrontarsi con i commissari presenti che avevano espresso all’unanimità parere favorevole all’istituzione della Commissione».

A rispondere alla mozione di sfiducia è la diretta interessata. «Prendo atto di quanto accaduto ma vorrei capire il perché di questo accanimento nei miei confronti – spiega l’assessore Elena Negretti – Sul caso della dipendente posso dire che una volta che arriva sul tavolo dell’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari nei confronti del personale non riguarda più il mio assessorato». Poi conclude: «Rapinese farebbe qualsiasi cosa pur di tenersi la poltrona. Chi lavora invece dà fastidio».

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