Dirigenti scolastici ancora senza contratto

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Istruzione – Nessuna certezza sulla data in cui potranno entrare in servizio. Pavoni (vicepreside del Pessina): «Inaccettabile»
Ennesima beffa per quaranta comaschi a tre anni dal concorso

Convocati per firmare il contratto, a ormai tre anni di distanza dal concorso per dirigenti scolastici, oltre 300 docenti, tra i quali una quarantina di comaschi, sono stati nuovamente rimandati a casa con un nulla di fatto e senza alcuna certezza sulla data in cui potranno entrare in servizio. «È una situazione inaccettabile», denuncia Flavio Pavoni, vicepreside del Pessina coinvolto in prima persona nella vicenda.
Il “caso” si trascina ormai da tre anni e riguarda il concorso per dirigenti

scolastici indetto dalla Regione Lombardia. I circa 350 docenti che hanno superato le prove e sono stati inseriti nella graduatoria avrebbero dovuto prendere servizio il primo settembre del 2012. Ad oggi invece, non hanno ancora alcuna certezza.
L’ennesima beffa è andata in scena venerdì scorso. «Insieme ad altre 300 e più persone – racconta Flavio Pavoni – venerdì scorso ho vissuto una giornata che difficilmente dimenticheremo. Eravamo stati convocati dalle ore 8.30 per procedere alla firma del contratto, che ci avrebbe poi fatto prendere servizio il 10 marzo. In realtà, tutto è stato bloccato da una nota del capo dipartimento del ministero dell’Istruzione inviata la sera precedente alle 20, ad uffici chiusi».
Al momento, non è ancora stata fissata una nuova data per l’agognata firma del contratto né tantomeno per l’entrata in servizio dei nuovi dirigenti scolastici. «È inaccettabile che una nota del ministero inviata alle 20, a uffici chiusi, cambi ancora le sorti di 355 persone nominate regolarmente e venute per il concorso anche da altre regioni, con le conseguenze a livello organizzativo che questo comporta – dice Pavoni – È evidente che Roma va da una parte e Milano dall’altra, senza rispetto neppure delle modalità di comunicazione».
Nei giorni scorsi, quando è stata resa nota la notizia dell’entrata in servizio dei nuovi presidi dal 10 marzo, non erano mancate le proteste di gruppi di studenti e famiglie che chiedevano di non perdere i loro docenti – che avrebbero lasciato la cattedra per il nuovo incarico – quando siamo ormai nella parte finale dell’anno scolastico. Il malcontento ha riguardato soprattutto i ragazzi che si preparano all’esame di Stato. «Il disagio è comprensibile – dicono i docenti coinvolti – ma non ci si può appellare all’importanza della continuità scolastica solo in questa occasione. Qui c’è una legittima esigenza diversa di oltre 300 persone che hanno fatto un concorso e attendono un incarico dal primo settembre del 2012».
Adria Bartolich, responsabile scuola della Cisl dei Laghi, conferma la situazione di caos e avrebbe auspicato un chiarimento tra Roma e Milano prima della diffusione delle informazioni e della convocazione dei docenti per la firma del contratto, venerdì scorso. «Un terzo delle scuole non ha un preside ma solo un reggente ed è auspicabile l’immissione in ruolo di dirigenti, va benissimo – dice Bartolich – Purtroppo però questa vicenda del concorso si trascina ormai da tre anni e anche l’ultimo episodio poteva essere evitato trovando un’intesa tra Regione e ministero prima della convocazione dei diretti interessati per la firma del contratto, poi annullata».
«Gli oltre 300 prossimi dirigenti che hanno superato il concorso erano stati convocati a livello regionale – conclude Bartolich – ma il ministero è poi intervenuto per bloccare le nomine prima della chiusura dell’anno scolastico. Il cambio del governo ha aumentato il caos e il risultato è la confusione attuale. La situazione è di grande complessità e attendiamo di capire cosa accadrà».

Anna Campaniello

Nella foto:
La sede del Provveditorato di Como. È scoppiato il caso dei dirigenti privi di contratto

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