Divieto di uscire di casa: nel Comasco in pochi giorni oltre 900 denunciati

palazzo di giustizia como

Cambia tutto di nuovo. La pubblicazione nella notte tra mercoledì e giovedì del Decreto Legge voluto per “riordinare” le numerose norme messe nero su bianco in questi giorni di emergenza sanitaria, ha toccato anche l’aspetto dei controlli e della sanzioni per chi non rispetta il divieto ad uscire di casa se non per urgenti motivi di salute, oppure per recarsi a fare la spesa. Tutte le denunce di cui abbiamo sentito parlare in questi giorni, con tanto di segnalazione alla Procura cittadina, in sostanza “cadono” e vengono depenalizzate, senza dunque avere conseguenze penali. I fascicoli verranno dunque archiviati dai pubblici ministeri comaschi per poi essere girati alla Prefettura che li prenderà in carico.
Il Decreto Legge, infatti, prevede per gli irregolari delle sanzioni amministrative che sono state così divise: chi era già stato colpito dalla segnalazione, dovrà pagare una sanzione amministrativa da 200 euro, mentre da oggi in avanti chi verrà “pizzicato” in una situazione di irregolarità dovrà versare una cifra compresa tra i 400 e i 3.000 euro.
Attenzione però, perché in caso di un secondo intervento delle forze di polizia per uno spostamento non motivato in carico ad una persona che già era stata fermata, le sanzioni raddoppieranno, diventando dunque ulteriormente pesanti.
Il nuovo Decreto Legge tuttavia non toglie completamente dai giochi la Procura. Al palazzo di giustizia di Como, nella foto, infatti giungeranno tutte quelle denunce che riguarderanno persone non solo fermate senza giustificati motivi per gli spostamenti, ma che avrebbero dovuto essere in quarantena domiciliare. Questi soggetti dovranno fare i conti con il penale dell’articolo 260 del Regio Decreto 1265 del 1934, che colpisce l’inosservanza «di un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo».
Il passaggio di competenze dalla Procura alla Prefettura consente però di fare un bilancio di quello che è avvenuto in queste due settimane. E bisogna dire che i comaschi non sono stati affatto disciplinati, purtroppo.
Considerando solo i primi 12 giorni di controlli, sono ben 769 le persone che sono state denunciate per non aver rispettato le limitazioni negli spostamenti (con una media superiore ai 60 al giorno), mentre i fascicoli complessivi aperti fino al 25 marzo erano 683 (con oltre 900 denunciati), atti che ora volgeranno tutti su sanzioni amministrative da 200 euro. I picchi di irregolarità si erano registrati il 17, 18 e 19 marzo con oltre 100 denunciati al giorno, rispettivamente 112, 107 e 109. Ribadiamo dunque: chi dovesse venire sorpreso da ora in avanti in uno spostamento non consentito, pagherà la prima volta una cifra compresa tra i 400 euro e i 3.000, che verranno raddoppiate in caso di un secondo intervento delle forze di polizia. Le sanzioni amministrative di chi è già stato colto in fallo prima dell’entrata in vigore del Decreto, saranno invece di 200 euro. Questo secondo gruppo di persone, in caso di nuova irregolarità passerà subito al raddoppio, ovvero a non meno di 800 euro.

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