Divisione della Sanità tra Como e Varese. Spata: «Siamo già al lavoro in Regione»

Gianluigi Spata

Dividere nuovamente la sanità tra Como e Varese dopo le difficoltà emerse anche in modo drammaticamente plateale durante l’emergenza del Coronavirus. «Ci sono stati errori. Con un gruppo di lavoro farò ripartire la regione» ha ammesso ieri, sulle colonne del “Corriere della Sera”, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. Un’intervista che ha sollevato gli animi di tanti medici comaschi, ad iniziare dal presidente dell’Ordine, Gianluigi Spata.
«È vero e posso dire tranquillamente che stiamo già lavorando con la Regione per la riorganizzazione della Sanità territoriale».
Alla fine tutte le sue lettere, anche molto dure, hanno sortito degli effetti.
«Da un mese e mezzo io e il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo facciamo parte di un comitato tecnico scientifico a Palazzo Lombardia. Ecco, ho in attesa proprio la Regione sull’altra linea, la richiamo io tra 5 minuti…».
Dicevamo, state riformando di nuovo la Sanità lombarda?
«Le parole di Fontana sul “Corriere” fanno ben sperare. Anche il fatto che abbia ammesso che sono stati commessi errori – dice Spata – Si deve mettere mano alla riforma Maroni, alla legge 23 dell’agosto 2015: va rivista totalmente. La divisione dell’Ats Insubria tra Como e Varese è una delle cose da fare. Pazienti e medici hanno bisogno di contatti più vicini. Ma le assicuro che l’iter è già partito, stiamo lavorando molto su questo tema».
Il virus intanto colpisce ancora. È stato evidenziato come la percentuale di tamponi positivi rispetto a quelli effettuati sia cresciuta in questi giorni.
«Certo che il virus c’è ancora e non si deve abbassare assolutamente la guardia – spiega Spata – I numeri in realtà sono buoni, il rapporto a cui si riferisce è anche dovuto al fatto che si fanno più tamponi e meglio. Migliorano i dati ospedalieri, ma non va tutto bene. C’è chi si reca nei nostri ambulatori troppo allegramente. Chi si dimentica la mascherina in auto. Noi non li facciamo entrare, ma si tratta di comportamenti poco rispettosi. La prudenza va mantenuta. Serve fiducia, ma soprattutto tanta cautela».

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