Dogana chiusa per festa: Situazione anacronistica

«Il dosaggio dei camion limita la libera circolazione delle merci e delle persone, sancita da protocolli che la Svizzera ha firmato con l’Unione Europea. La Fai Conftrasporto con il presidente Paolo Uggè – spiega il presidente interprovinciale, Giorgio Colato – si è già mossa con il ministro Toninelli per il contingentamento sulle autostrade austriache. Subiamo la Svizzera che gestisce il traffico secondo le sue esigenze. Ma da qui non si alza mai la voce».

Qualche tentativo il territorio l’ha fatto.
«C’era una commissione di confine, con Prefettura, dogane, ci si trovava in ogni situazione critica – dice – Ora i rapporti esistono solo tra polizie, per criminalità e immigrazione. Il traffico? Dimenticato».

Colato preferisce non entrare nell’annosa questione dell’interporto. «Vorrei solo che nessuno dica che mancano i soldi – spiega – Perché ci sono fondi europei, ministeriali e regionali che possono essere utilizzati. Ci sono i proventi delle pratiche doganali e del pedaggio autostradale. Ogni veicolo che passa da Como paga, ma nulla rimane a Como».

«Giornate di chiusura svizzere come queste portano alla luce problemi che i comaschi vivono quotidianamente – commenta Giovanni Currò, parlamentare comasco del Movimento Cinque Stelle – Occorre approfondire e risolvere il problema dei numerosi passaggi di Tir sul nostro territorio verso il Nord Europa. Una interlocuzione specifica nei tavoli bilaterali Italia-Svizzera può condurre a una soluzione che consenta di ridurre il traffico e le emissioni di polveri sottili. Come ad esempio una compartecipazione nel potenziamento o sviluppo di centri intermodali per favorire il trasporto su rotaia».

«Si parla di interporto dagli anni Settanta – interviene Alessio Butti, parlamentare comasco di Fratelli d’Italia – Ci sono stati tanti governi del fare nel frattempo, abbiamo ottenuto la terza corsia dell’A9, ma l’interporto è rimasto lettera morta. Ora abbiamo un esecutivo che non riesce ad affrontare lo Sblocca Cantieri. La situazione è tutt’altro che rosea».
«Rimane l’assurdità della chiusura della dogana per festività in mezzo alla settimana – dice ancora Butti – In ogni Stato d’Europa ci sono feste diverse, ma qui parliamo di servizi di pubblica utilità. Sui camion viaggiano merci deperibili, medicinali. Pensate solo al prezzo che si deve pagare per il ritardo causato da un ufficio chiuso. È inammissibile. Lo stop di un giorno può voler dire 48 ore di ritardo. Si potrebbe anche quantificare il danno causato da queste chiusure. Italia, Unione Europea e Svizzera trovino una soluzione subito».

Anche Regione Lombardia può giocare un suo ruolo nella vicenda. Impossibile dimenticare come il territorio “motore dell’Italia” abbia un solo interporto, quello di Mortara (Pavia).
«Si tratta di un tema sempre d’attualità – dice il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo – L’intermodalità rappresenta il futuro. Chiederò un incontro specifico per parlare del traffico a Como in Commissione rapporti Italia, Svizzera e Unione europea. Si deve lavorare anche sull’interscambio ferro-gomma. Il tema poi della chiusura della dogana per festività oggi è quantomeno anacronistico. Per risolvere qualsiasi problema serve però la volontà delle parti. In un anno e mezzo, nonostante le questioni aperte su frontalieri, traffico, migrazione, sapete quante volte si è riunita la commissione? Due. Giudicate voi l’attenzione verso il nostro territorio».

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