Dogana svizzera chiusa per la Pentecoste, in autostrada 20 chilometri di camion

“Sull’A9, coda tra Como Monte Olimpino e Chiasso per operazioni doganali”. Chi ha ascoltato almeno una volta in vita sua una informazione sul traffico alla radio si è imbattuto in questo messaggio. In ogni infotraffico, da lunedì a venerdì. Ogni settimana dell’anno. Quasi da pensare che si tratti di un errore dello speaker. Anche il cartello a messaggio variabile sull’Autolaghi, prima dell’uscita Monte Olimpino, in realtà, non è variabile. Cambiano solo le parole “code” o “rallentamenti” e il numero dei chilometri.

A questi disagi quotidiani si aggiungono le giornate di chiusura della dogana commerciale svizzera per festività. Capodanno, Epifania, San Giuseppe (19 marzo), Pasquetta, Festa dei lavoratori (1° maggio), Ascensione (30 maggio), Lunedi di Pentecoste (10 giugno), Corpus Domini (20 giugno), San Pietro e Paolo (29 giugno), Ferragosto, Ognissanti (1° novembre), Immacolata (8 dicembre), Natale e Santo Stefano. C’è anche il 1° agosto, ma nel 2019 cade di domenica. In questi giorni si abbassa la sbarra. Non passano i camion. Neppure chi fosse disposto a pagare il proverbiale “un fiorino” come in “Non ci resta che piangere” con Troisi e Benigni. Chi paga per questo blocco? Naturalmente il Comasco. Ieri è stata una giornata invivibile per il traffico sulla grande viabilità e in tutta la città.
Un giorno da “bollino rosso”, anzi nero. La colonna di mezzi pesanti iniziava a Lomazzo a 20 km dal confine.

Tutti i Tir che si erano fermati a Sud di Milano tra venerdì e lunedì, si sono rimessi in moto all’alba. Un lungo serpentone di mezzi pesanti diretti verso il Centro e il Nord Europa. Passano da Como e dalla Svizzera. È la strada più breve. Le operazioni doganali a Brogeda sono riprese ieri con una certa calma, anche se ben poche di quelle merci si fermano in Svizzera. Anche se oggi potrebbe essere tutto automatizzato, grazie agli accordi tra i vettori. Ci sono quattro telecamere sul sito di Autostrade.it che mostrano il traffico da Como Sud al confine. Un lento sciamare di auto e camion, a tutte le ore.

Ieri è andata così. Ma la prossima settimana potrebbe pure essere peggio. La dogana svizzera chiude giovedì 20 maggio. È il Corpus Domini. Fermi tutti. Questo naturalmente nonostante gli accordi tra Unione Europea e la stessa Svizzera sulla libera circolazione delle merci e delle persone. Anche se il traffico su gomma paga il bollino tutto l’anno per attraversare la Svizzera in autostrada. Rispetta limiti e divieti che ogni Cantone impone. Si spazia dal “tutti a 80 all’ora” se c’è troppo smog a Lugano, alla distanza di 150 metri, tra camion e camion nel Canton Grigioni (chi sgarra prende un multa di 450 franchi). Fino al “contagocce” per passare sotto il San Gottardo, ovvero 1.000 automobili al giorno, i camion valgono come 3 auto. Benvenuti in Svizzera, insomma. E chi paga il peso del traffico? Naturalmente Como, la Porta d’Europa. Ma c’è una cosa che forse fa ancora più rabbia. Era tutto previsto.

Nel bollettino “ViaSuisse” del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, ufficio federale delle strade Ustra, del 23 maggio, ci sono le previsioni sul traffico. Fino a domenica 16 giugno erano già previsti quattro giorni rossi “Flusso del traffico molto forte”, quattro arancio “traffico forte” e due gialli “traffico sostenuto”.

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