Dogane aperte, la Lega dei Ticinesi all’attacco «Via libera solo per la sanità»

passaggio doganale per i frontalieri

La Lega dei Ticinesi all’attacco dopo le restrizioni imposte in Lombardia. Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri ha chiesto al governo svizzero di impedire l’ingresso agli italiani, ad eccezione dei lavoratori impiegati nella sanità. «I motivi professionali gravi ed inderogabili, possono valere per i frontalieri sani necessari al funzionamento del sistema sanitario ticinese o dei servizi di base – attacca Quadri – Certamente non per i 45mila assunti nel terziario».
«Il Consiglio federale vuole trasformare il Ticino nella Lombardia svizzera? – chiede Quadri – Tutta la Lombardia è zona rossa, però per Berna i 70mila frontalieri possono entrare in Ticino come se niente fosse. Agli svizzeri il Consiglio federale dice di non andare in Italia, quindi ammette che il pericolo è reale. Perché far entrare i frontalieri senza alcuna limitazione?».
Il consigliere nazionale arriva a chiedere le dimissioni del Consiglio federale. «Quando in Ticino cominceremo a contare non solo i contagi e i ricoveri in cure intense, ma anche i decessi – attacca – chi rifiuta ostinatamente di prendere misure al confine perché la libera circolazione delle persone viene prima delle emergenze sanitarie, potrà ancora guardarsi allo specchio? Il Consiglio federale abbia almeno il coraggio di ammettere che non decide nulla e che non comanda nulla. In Svizzera, sulla salute dei ticinesi, decide il consiglio dei ministri italiano. Quindi il Consiglio federale è inutile. E allora si dimetta».

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