Dopo la serata al pub la rissa in piazza a Carbonate. Cinque giovani davanti al giudice

Como, Tribunale Palazzo di Giustizia

Una serata al pub. Poi, verso la mezzanotte, l’uscita dal locale per dirigersi alle macchine parcheggiate poco lontano. «Dovevamo andare a ballare», ha detto ieri un ragazzo al giudice monocratico nel corso dell’udienza. Qui però, nel parcheggio, nasce un litigio tra due gruppi di ragazzi, probabilmente “aiutato” da quanto bevuto poco prima. Urla, schiamazzi, battute fraintese e i due gruppi che – secondo la tesi dell’accusa – si avvicinano, iniziano a litigare. Dalle parole si passa alle mani.

Per quell’episodio di violenza, che risale al 15 maggio del 2016, cinque ragazzi sono finiti a processo con l’accusa di rissa.
Uno di loro rimase a terra ferito, dopo aver ricevuto un brutto colpo ad un occhio, e fu soccorso dal 118. Un secondo giovane si fece medicare senza prognosi.

L’episodio accadde a Carbonate, in piazzale Gianfranco Miglio.
Nell’ampio parcheggio arrivarono i carabinieri di Mozzate, quando tuttavia tre dei cinque oggi imputati si erano allontanati in macchina in direzione di Turate, da dove provenivano. Le indagini – che iniziarono con l’ascolto dei presenti – permisero di risalire prima al modello e alla targa della vettura, poi a tutti i presenti nel piazzale.

Ragazzi che all’epoca dei fatti avevano tra i 23 anni (l’età del ferito, residente a Mozzate) e i 28 anni, uno dei tre che si allontanarono in direzione di Turate.
Ieri – in aula – sono stati ascoltati il carabiniere che intervenne con i colleghi sul luogo dello scontro, e uno degli imputati.

Quest’ultimo ha sostenuto di essere intervenuto «solo per dividere i contendenti» ma di non aver visto chi sferrò il pugno o i pugni. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Fabrizio Natalizi, Dino Moralli, Paolo Riva, Erika Muschetto e Francesco Tornatora.

L’udienza è stata poi rinviata al 15 aprile per sentire due ragazze che erano presenti quella sera in piazzale Miglio.
Uno dei punti da dirimere in aula – oltre a chi litigò e con chi – è anche se vi fu effettivamente una rissa con più persone coinvolte, oppure se si trattò di un litigio tra due dei cinque ragazzi, con gli altri o estranei oppure intervenuti per sedare il litigio.

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