Doppio appuntamento con “Teatro in mostra”

Un momento della pièce ispirata a Piero Chiara

Doppio appuntamento con la compagnia “Teatro in mostra” di Laura Negretti. Proporrà il nuovo lavoro teatrale “Like” dedicato ai social network e alla società distopica di un eventuale futuro il 16 ottobre alle 21 al Pala Francescucci di Casnate con ingresso libero e il 17 ottobre il recital dantesco “Uomini siate e non pecore matte” alle 16 nel cortile del Castello di Vertemate a Vertemate con Minoprio.
In “Like” si racconta la vita di una donna qualunque in una città qualunque; una città che ricorda molto le città in cui tutti noi viviamo solo forse un po’ più bella, solare e allegra di quanto non siano le nostre vite e le nostre città. Un mondo apparentemente gioioso dove tutti si sorridono e si vogliono tanto bene. Una iper-realtà fatta di colori saturi e sorrisi smaglianti. Troppo smaglianti. Una “Wonderland” dominata e sottomessa ad un potente social-media, pervasivo ed invasivo, a cui tutti (o meglio quasi tutti) sono costretti ad essere iscritti. Felicemente costretti ma costretti. Piccolo particolare: i punteggi, o per meglio dire i LIKE, che dai e ricevi sono costantemente visibili. Chiunque può votare la popolarità degli altri grazie alla tecnologia all’interno di telefoni intelligenti, installati direttamente nel palmo della mano, che consentono di visualizzare, 24 ore su 24, il nome e il punteggio corrente di tutti; una piazza virtuale, costantemente accesa e attiva, che dà a tutti la possibilità di giudicare ed essere giudicati, spiare ed essere spiati.  
Altro piccolo particolare inquietante: il punteggio da valore alla persona in quanto tale, in tutti gli aspetti della sua vita, da quelli meno importanti a quelli più importanti. Il bar in cui puoi andare a bere il caffè, la casa che puoi comprare, il lavoro che puoi aspirare di ottenere, gli amici che puoi avere, la persona che puoi amare.
Il recital dantesco abbina i testi del sommo poeta a musiche della tradizione rock. Un viaggio imprevisto e imprevedibile tra le opere note (e meno note) di Dante Alighieri inseguendo il filo rosso della “follia” che Dante indica come la causa del suo smarrimento nella “selva oscura”, termine individuato dalla critica come fondamentale per la comprensione della Divina Commedia oltre che presupposto per il viaggio oltremondano. Nel linguaggio moderno per follia si intende la mancanza di senno, contestualizzato nelle parole dantesche il termine assume un significato totalmente diverso ma che conserva tuttavia il carattere della mancanza. Per Dante, infatti, follia è mancanza di fede, perdita della diritta via, l’affidarsi totalmente alla ragione. Un recital dantesco ma anche un cerchio concentrico che ha come fulcro l’uomo e la sua fragile forza. Le problematiche sempre attuali della Natura, dell’Amore, della Politica e del Peccato delineano una figura di Uomo inesorabilmente sempre attirato dalla terra ma, come credeva Dante, chiamato e progettato per tendere alla trascendenza del cielo.
La forza delle scelte musicali, per la maggior parte di ispirazione rock, risultano un buon contraltare alla placidità del verso. Da Ligabue a Bowie, dai Radiohead a Jimi Hendrix, da Capossela agli AC/DC: una scelta decisa che è intesa ad attrarre e concentrare l’attenzione e per dimostrare la vera sostanza di una voce che altrimenti risulterebbe troppo lontana per essere sentita contemporanea. Voce e musica si profilano così come un unico canto capace di attraversare settecento anni di storia.

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