Dormitorio, Fratelli d’Italia pronta a trovare un’intesa

Una veduta di Palazzo Cernezzi

La situazione si fa sempre più ingarbugliata. La mozione sul secondo dormitorio cittadino, argomento di questa estate 2019, rischia di non avere i numeri per l’approvazione in consiglio comunale.
Ma soprattutto potrebbe diventare il nuovo tormentone politico per due ragioni. Se da una parte la mozione venisse votata prima della pausa agostana metterebbe nuovamente in luce una maggioranza traballante, mentre se si dovesse, come sembra sempre più probabile, rinviare tutto a settembre, farebbe alzare i toni per il ritardo nel decidere su un tema così importante.
Ma partendo dalla fine, il nuovo campo di battaglia vede contrapposti già da alcuni giorni Fratelli d’Italia e Bruno Magatti. L’emendamento di FdI che chiede regole certe per la futura struttura non potrà infatti essere discusso per il veto del consigliere di Civitas (ed ex assessore ai Servizi sociali). Ieri la nuova puntata. «L’unica nostra preoccupazione era quella di voler creare un documento blindato che non lasciasse spazio a possibili interpretazioni. Non si tratta insomma di un emendamento “di destra”, come potrebbero definirlo le opposizioni – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Ferretti – Mi sembra che ci sia chi vuole a tutti i costi politicizzare questa scelta. Abbiamo però ancora tempo per trovare una soluzione».
Adesso sembra necessario stringere i tempi per ritornare a condividere tutti insieme – le opposizioni, Forza Italia e, appunto, Fratelli d’Italia – un testo unico. «Ho già parlato con Magatti e conto di farlo ancora a breve. Non abbiamo nessun preconcetto o volontà di imporci, ma solo di trovare un punto di equilibrio. Anche se vorrei solo ricordare come il primo a parlare di dormitorio in città è stato l’onorevole Alessio Butti quando, ancora ai tempi del campo di via Regina, lanciò appunto l’idea di una sua possibile trasformazione in dormitorio», dice Ferretti.
Ma sempre ieri Bruno Magatti su Facebook ha incalzato. «La contrarietà ad accettare l’emendamento di FdI è perchè così facendo hanno pensato di mettere il cappello sulla mozione come fossero loro i garanti della legalità. Se vogliono, così facendo, sostenere che senza di loro non ci sono regole e controlli, lo facciano attraverso la propaganda».

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