Doveva rappresentare il Football Club Como: «Fece sparire 50mila euro»
Cronaca

Doveva rappresentare il Football Club Como: «Fece sparire 50mila euro»

Era stato l’uomo che si era presentato alla conferenza stampa del Football Club Como (la società che faceva capo alla signora Akosua Puni Essien e che aveva rilevato dal fallimento il vecchio club di calcio cittadino) nel giorno dell’annuncio della fine del sodalizio lariano, quando insomma l’affiliazione alla Federazione sfumò e con essa l’attribuzione del titolo sportivo. Era la fine dell’illusione che era nata all’apertura delle buste del fallimento, con l’offerta della signora Essien che si aggiudicò l’asta. Sogni di rilancio nati in quei giorni ma che naufragarono nelle settimane di luglio. A quella conferenza stampa, dicevamo, al posto della signora Essien si presentò come relatore quello che venne definito all’epoca come il nuovo procuratore del club. Doveva riferire sull’accaduto e anticipare un ricorso contro la decisione della Figc che aveva escluso il Como dai campionati, ma non riuscì a parlare.
Non appena si sedette al tavolo, fu interrotto dalla contestazione dei dipendenti e dei tifosi al grido di «voi non potete parlare, dovete solo stare zitti, nel rispetto di tutte le persone che lavorano in questo club».
La brevissima parabola del Football Club Como si chiuse poco dopo, con la messa in liquidazione della stessa (eravamo sempre nel luglio dell’anno 2017) e il fallimento decretato dal Tribunale il 3 ottobre 2017. Quel signore “zittito” in conferenza stampa, fu nominato liquidatore in data 18 luglio.
Oggi, a un anno e quattro mesi di distanza, il suo nome torna a fare capolino in Tribunale a Como per una vicenda ancora legata al Football Club Como: la Procura infatti (pubblico ministero Pasquale Addesso) gli contesta di aver «distratto in danno della massa creditoria della società fallita la somma di 50mila euro».
Il pm ha già notificato anche la richiesta di rinvio a giudizio depositata sul tavolo del giudice dell’udienza preliminare. La data deve ancora essere fissata.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’uomo (44 anni, originario del Togo e residente nel Lecchese) si sarebbe impossessato della cifra in due fasi distinte, prima con un bonifico bancario da 12mila euro datato 20 luglio 2017 (riportante la causale “restituzione finanziamento”), poi due assegni bancari da 38mila euro del luglio 2018 con beneficiario il Football Club Como ma intascati dall’uomo. Soldi che invece – secondo quanto sostenuto dalla Procura lariana – avrebbero dovuto confluire nella massa a disposizione dei creditori del fallimento che compaiono ora come parti lese. Con loro, ovviamente, anche il curatore fallimentare della società.
Il pm tuttavia ha aggiunto una seconda accusa nei confronti del 44enne: quella di aver distrutto o sottratto le scritture contabili relative al lasso di tempo intercorso tra il 30 giugno del 2017 e il fallimento che, come detto, è datato 3 ottobre 2017.
In questo modo, avrebbe tentato di ostacolare il curatore fallimentare nella ricostruzione del patrimonio della società e delle movimentazioni intercorse.
Quello fin qui riassunto è l’esito delle indagini compiute dalla Procura di Como sulla società che faceva capo alla signora Essien.
Ora l’indagato avrà modo e tempo di spiegare la propria versione dei fatti nell’udienza di fronte al giudice, che deve ancora essere fissata.
Di certo, alla storia dei fallimenti legati alle società che volevano gestire la squadra di calcio cittadina, si aggiunge un nuovo tassello. L’ennesimo.

28 Novembre 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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