Due giorni di sciopero alla Henkel: si muove la politica con il ministro Giorgetti

La sede della Henkel di Lomazzo

Una giornata di sciopero a Lomazzo domani e una generale dei siti Henkel Italia il giorno successivo, mercoledì. Il sindacato risponde così, dopo aver proclamato subito lo stato di agitazione al drammatico annuncio della multinazionale tedesca di chiusura del polo comasco entro giugno. Chiusura che coinvolgerebbe 150 lavoratori, tra dipendenti della Henkel di Lomazzo e attività dell’indotto. In entrambe le giornate, Cgil, Cisl, Uil del settore chimico e sindacati di base organizzeranno un presidio davanti alla sede di viale Como, dalle 10 alle 14. Oggi, lunedì, sono invece in programma più assemblee, mentre giovedì sono previste iniziative nello spazio di “ComoNext” sempre a Lomazzo.
Sabato mattina i rappresentanti dei 150 lavoratori, 84 dei quali interni, hanno incontrato in Comune, a Lomazzo, il sindaco, Giovani Rusconi, la giunta e due parlamentari della Lega, Nicola Molteni ed Eugenio Zoffili, invitati dal sindaco. Domani pomeriggio alle 16 è previsto un vertice in Prefettura a Como tra il prefetto Andrea Polichetti, il sindaco e la direzione aziendale di Henkel «allo scopo di ottenere almeno il rinvio della chiusura dello stabilimento – spiegano dal sindacato in una nota – Gli onorevoli presenti si sono impegnati assieme alle altre forze politiche e istituzionali, ad attivare un tavolo in Regione e ai ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro. Riteniamo che l’incontro sia stato utile e proficuo» concludono.
«Da rappresentanti eletti sul territorio, ci siamo messi a disposizione del prefetto che sta gestendo il tentativo di mediazione, ma soprattutto ci siamo impegnati a portare il dossier Henkel all’attenzione del nuovo ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, affinché possa intervenire tempestivamente con tutti gli strumenti necessari per scongiurare un danno molto grave per il nostro territorio – dicono Molteni e Zoffili – Parallelamente, attiveremo le connessioni diplomatiche con la Germania, nel tentativo di sensibilizzare i vertici dell’azienda affinché possano attuare un ripensamento o almeno un rinvio delle decisioni».
Anche il deputato comasco del Movimento 5 Stelle, Giovanni Currò, spiega in una nota di essersi attivato sulla questione.
«Ho già preso contatto con le parti sociali che mi hanno espresso l’enorme preoccupazione dei lavoratori – dice Currò – Occorrerà comprendere quali siano le reali motivazioni per poter attivare tutte le più opportune iniziative».
Carlotta Schirripa, segretario generale Femca Cisl dei Laghi ha commentato la grave situazione in corso. «Non possiamo permetterci la perdita di questi posti di lavoro – dice – in un momento di crisi sociale come l’attuale. A maggior ragione perché immotivate sono le giustificazioni addotte per la chiusura».
I dati presentati dai sindacati all’incontro di sabato in Comune non giustificherebbero la chiusura del sito produttivo di Lomazzo. Il polo comasco ha avuto anche un recente incremento di produzione.
«È una scelta strategica, necessaria per proteggere la stabilità e la competitività dell’azienda in una prospettiva di lungo periodo – aveva spiegato in una nota Luca Facheris, bergamasco, presidente Henkel Italia Operations – Ferentino è stato identificato come unico polo produttivo di Laundry & Home Care in Italia avendo considerato in modo oggettivo la capacità e le tipologie produttive del sito, ma anche la posizione geografica».

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