Due inediti di Leonardo svelati in Biblioteca

Arte. Un disegno e una terracotta attribuiti al genio vinciano dal pittore lariano Ernesto Solari presentati ieri in anteprima a Como
Una passione totalizzante, quella del pittore Ernesto Solari per Leonardo da Vinci. Ieri in Biblioteca a Como, a corollario della sua mostra Il viaggio dell’anima in corso al Broletto in piazza Duomo, ha presentato i suoi ultimi studi sul genio vinciano, a partire dall’individuazione di una Sant’Anna nel 2009 fino a due recentissime attribuzioni inedite.

Partiamo da queste ultime due, che sono state presentate su carta intestata dell’assessorato alla Cultura di Como. Una  terracotta che attualmente si trova in Francia, e che Solari ritenendola «opera di scuola toscana di fine ’400 inizio ’500», citando il concetto classico di “puer” che è allo stesso tempo “senex”, giovane e anziano insieme, riconduce «a quell’idea efebica e dionisiaca» che sapeva ispirare  a Leonardo «il suo giovane figlioccio Salaì così come in molti disegni del maestro questi appare». Per Solari «questa scultura potrebbe costituire la materializzazione di una  particolare sensibilità del vinciano verso quell’ambiguità che si ritrova in molte sue opere riconosciute come la Gioconda». Per stabilire se l’opera è realmente di Leonardo, ha fatto sapere Solari, essa è stata sottoposta anche all’esame dei cinque requisiti sottoposti dallo studioso Edoardo Villata in un convegno sulla terracotta lombarda del Rinascimento tenutosi a Pavia nel 2011. «Il risultato emerso, confortato anche dalla termoluminescenza, è stato completamente positivo», si legge nel comunicato ufficiale diffuso ieri da Solari.
Altra “scoperta” leonardesca svelata ieri in Biblioteca è il disegno di un busto di giovane donna con velo, realizzato con carbone o grafite su carta di cotone. Solari ritiene di poter considerare questa opera l’originale leonardesco di un lavoro già noto e conservato agli Uffizi: la presenza sul disegno di tracce di pigmenti usati da Leonardo nei suoi dipinti  e di una «probabile firma “DaVinci” sopra l’occhio sinistro» sarebbero «elementi utili per determinare l’autenticità prima e la paternità poi di questo disegno; esso appartiene – sostiene Solari – certamente alla scuola leonardesca, se non  proprio di mano del maestro». La mano che lo ha eseguito è infatti una sinistra, e Leonardo era notoriamente mancino.
Nella sua densissima relazione il pittore ha anche  presentato i suoi studi più recenti  relativi a opere leonardesche quali lo studio di Sant’Anna  e il presunto ritratto di Isabella d’Este da lui ritrovato in Svizzera tre anni fa e studiato insieme con il massimo esperto di Leonardo, il professor Carlo Pedretti, direttore del Centro Studi Vinciani dell’Hammer Museum di Los Angeles.
L.M.

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