Due sculture del Duomo di Como al Louvre

Le statue del Duomo di Como destinate alla mostra del Museo del Louvre

Le opere in mostra al Museo di Parigi dal 21 ottobre al 19 gennaio

Dal Duomo di Como al Louvre di Parigi: due opere lignee realizzate da Giovanni Angelo Del Maino tra il 1514 e il 1515 partiranno il prossimo 21 settembre verso la Francia per la mostra “I corpi e l’anima, la scultura italiana da Donatello a Michelangelo, 1460-1520”, in programma terrà dal 21 ottobre al 18 gennaio 2021.
La richiesta dalla capitale transalpina era arrivata nel mese di febbraio, poi l’emergenza Coronavirus e il lockdown hanno bloccato tutto. In luglio il Louvre è tornato di nuovo a farsi sentire ed è stato raggiunto l’accordo per il trasferimento: il Museo si farà carico delle operazioni di restauro.
Le sculture, raffiguranti la Maddalena e San Giovanni Battista, con il Cristo e Maria sorretta da una donna, fanno parte del gruppo presente nella basilica sull’altare del crocifisso nell’abside settentrionale; già tolte dalla loro collocazione, sono in fase di preparazione in vista del viaggio che le porterà al celebre museo francese per l’esposizione.
Al Louvre ne sono state concesse due su cinque totali.
«Il fatto che vengano richieste le opere comasche significa aver riconosciuto in Giovanni Angelo Del Maino – spiega Alberto Rovi, storico dell’arte – il più grande scultore in materiale ligneo del primo ’500 dell’area lombarda».
Ma non soltanto: «Si è capito definitivamente che questa scultura lignea non fa riferimento tanto alla tradizione del Nord ma a quella padana, quella che viene dalla terracotta degli artisti emiliani. La richiesta del Louvre ha riconosciuto l’espressività altissima di questo gruppo di Del Maino, autore di origini pavesi, figlio d’arte: una tecnica, la sua che si ritrova anche in Valtellina, nei santuari di Tirano e di Morbegno».
Dopo il Louvre la mostra dal 5 marzo al 6 giugno 2021 si sposterà al Castello Sforzesco di Milano. «Ci sarà l’ulteriore garanzia di rivedere queste opere in una ulteriore sede prestigiosa e più vicina alla nostra terra», conclude lo storico dell’arte.

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