Due telecamere risolverebbero il problema

Parla l’esperto
Poche migliaia di euro per sorvegliare tutta la zona
Due telecamere del tipo “speed dome”, posizionate agli angoli opposti della struttura, a un’altezza di circa 4 metri, con un potente zoom in grado di ingrandire fino a 36 volte l’immagine inquadrata. Potrebbe essere strutturato con questa modalità un eventuale impianto di videosorveglianza per il Monumento ai Caduti, oggetto di continui atti di vandalismo. Il costo degli strumenti sarebbe di alcune migliaia di euro.
«Non è semplice ipotizzare i costi dell’intervento, dipende
molto dalla qualità degli strumenti che si andrebbero ad utilizzare e dal tipo di installazione – sottolinea Stefano Venturini, commerciale dell’azienda specializzata Elco Como di piazza San Rocco – Senza dubbio le telecamere non potrebbero essere posate sul Monumento perché causerebbero danni. L’ideale sarebbe l’utilizzo di apparecchiature speed dome, rotanti e quindi in grado di inquadrare un campo più ampio. Un ulteriore vantaggio in questo caso è la possibilità di “zoomare”, quindi di ingrandire le immagini riprese. Un apparecchio di questo tipo parte da un prezzo base di un migliaio di euro, che può salire notevolmente in base alle caratteristiche. Alla spesa poi si dovrebbe aggiungere quella di installazione».
Indispensabile però il collegamento diretto con una centrale di pronto intervento. «Se le telecamere non sono collegate alle forze dell’ordine o comunque a una centrale in grado di intervenire si perde molto della loro potenziale utilità – continua Venturini – Anche per quanto riguarda la possibilità di ingrandire quanto inquadrato quando è necessario, deve esserci una persona che controlla in tempo reale».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il Monumento ai Caduti realizzato da Giuseppe Terragni illuminato. Le telecamere potrebbero sorvegliarlo anche di notte

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