E a Ponte Lambro si prepara la festa

alt Nel paese del neoeletto
«Da sindaco, la domenica mattina tagliava l’erba del campo sportivo»
È stato uno degli uomini più discussi delle ultime settimane, a causa dell’infelice uscita sul fantomatico “Optì Pobà mangiatore di banane” (cui sono subito seguite le scuse) e da ieri è il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
È Carlo Tavecchio, classe 1943, da Ponte Lambro. Tutta l’opinione pubblica ieri era in attesa dell’elezione del nuovo numero uno del calcio italiano, dopo le dimissioni di Giancarlo Abete, arrivate in seguito alla disfatta della Nazionale azzurra

nel Mondiale brasiliano.
Tavecchio era il grande favorito. Demetrio Albertini, ex centrocampista di Milan e Barcellona, lo sfidante. Dopo due scrutini senza vincitore, l’assemblea elettiva ha scelto l’ex presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che ha ottenuto il 63,33 % dei voti. E la nomina del 71enne ha fatto discutere anche nel suo comune di nascita, di cui è stato sindaco per quattro mandati consecutivi, dal 1976 al 1995.
Girando per i principali punti di ritrovo del paese, la domanda ricorrente era solo una: «Allora, l’hanno eletto?». A Ponte Lambro Tavecchio è un personaggio conosciuto sia, appunto, per i suoi trascorsi come primo cittadino, che per l’impegno da dirigente sportivo.
C’è chi lo critica («Fossi stato in lui, avrei rinunciato alla candidatura») e chi ne parla bene («Con i dilettanti ha ottenuto risultati mai visti prima»).
«Al di là delle opinioni personali, si può dire che è un gran lavoratore», affermano in molti. «In tutti gli incarichi che ha ricoperto ha messo impegno e passione. Quando faceva il sindaco, la domenica mattina lo si vedeva tagliare l’erba del campo sportivo».
Il sentimento più diffuso è comunque una grande curiosità per quello che il compaesano più famoso farà ora che è diventato il capo del calcio italiano. «Siamo contenti e aspettiamo le sue prime mosse», afferma un osservatore d’eccezione come Maurizio, il gestore del Bar Sport che si trova proprio nel centro sportivo di Ponte Lambro. «Ha fatto molto per il suo paese. Ha rinnovato tutto il centro sportivo, facendo costruire un campo in erba sintetica e nuovi spogliatoi. Lo si vede spesso qui in giro, si interessa ancora di tutto. A volte viene da me a bere l’aperitivo, è un amico. Tutti commettono errori, ma non si può negare quanto di buono ha fatto per Ponte Lambro. Settimana scorsa avevamo qui ad allenarsi la prima squadra del Lecco, da qualche anno anche il Como 2000, la squadra femminile che disputa il campionato di Serie A, gioca da noi. E ora aumenterà ancora il movimento intorno al paese. Sicuramente dovremo organizzargli una bella festa».
Tra quanti conoscono personalmente Tavecchio, c’è anche lo zio dell’ex calciatore Stefano Borgonovo, che di professione fa il pasticcere: «Da trent’anni lui e la sua famiglia vengono a prendere i dolci da me. Una volta mi ha detto di aver sponsorizzato la mia “Saint Honoré” anche in un ristorante di Roma! Come presidente della Figc avrà molto da fare, secondo me bisogna ridurre il numero di calciatori stranieri che giocano nelle nostre squadre e tornare a puntare sui vivai». E i vecchi amici suggeriscono anche il nome del nuovo commissario tecnico della Nazionale, una delle prime decisioni che dovrà prendere Tavecchio: «Sicuramente Conte non va bene», osservano in tanti. «È un grande allenatore, ma ha bisogno di lavorare con la squadra tutti i giorni». Anche Mancini non convince, il nome preferito è quello di Francesco Guidolin, ex allenatore dell’Udinese. Vedremo se il nuovo presidente della Federazione, pontelambrese doc, sarà d’accordo.

Marco De Micheli

Nella foto:
Il campo sportivo in erba sintetica voluto da Carlo Tavecchio nel periodo in cui è stato sindaco di Ponte Lambro

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