E l’aula dibatte sulle 50 sfumature delle unioni civili

alt La polemica in consiglio comunale
Tre mozioni simili, ma quella del Partito Democratico non cita le coppie omosessuali

Il tema del registro comunale sulle unioni civili è all’origine del velenoso scambio tra Rifondazione e la giunta di Palazzo Cernezzi. Ma, ancora prima, era diventato terreno di scontro – o, quantomeno, di mancato accordo – tra una lunga varietà di partiti, liste e movimenti che sostengono più o meno la stessa cosa ma la dicono con una infinita serie di sfumature.
Il primo a farsi avanti con la proposta fu, nel

gennaio scorso, il capogruppo di Adesso Como, Alessandro Rapinese. Il quale, con la mozione, chiese l’istituzione del registro per le unioni civili di persone di sesso diverso o uguale sulla base di alcune condizioni. E cioè che gli interessati siano «due persone maggiorenni, non legate da vincoli, parentela, affinità, adozione o tutela, ma da vincoli affettivi o da motivi di reciproca assistenza morale e/o materiale, e coabitanti da almeno un anno».
Lo scorso 10 ottobre è stata la volta della mozione del centrosinistra. Che però, secondo Rifondazione e per Paco-Sel, è troppo di centro e poco di sinistra. Le firme sono di Andrée Cesareo, Patrizia Lissi e Stefano Legnani (Pd), Marco Tettamanti (Como Civica) e Marco Servettini (Amo la mia città). La differenza con il documento di Adesso Como sembra stare soprattutto nell’assenza della parola “registro” per certificare le unioni civili. In questa mozione, infatti, si parla di «attestazione anagrafica ai componenti delle famiglie anagrafiche che ne facciano richiesta». Inoltre, nella mozione non è mai esplicitamente citata l’estensione delle «attestazioni» alle coppie anche dello stesso sesso. Punto che sarà esplicitato in aula.
In ultimo, il 23 ottobre scorso, è arrivato il documento – chiaramente polemico rispetto a quello di Pd e civiche – di Paco-Sel. E qui torna il registro citato espressamente, come viene riproposta – come nel caso del documento di Adesso Como – la formulazione che apre l’iscrizione alle coppie eterosessuali come a quelle omosessuali. E che questa scrittura in maniera chiara non sia affatto casuale è stato sottolineato proprio ieri da un comunicato della stessa Paco-Sel (di cui, in giunta, è espressione l’assessore Bruno Magatti).
«Abbiamo deciso di presentare la nostra mozione – si legge nella nota – ritenendo che il testo di quella presentata dagli altri gruppi di maggioranza sia elusivo, laddove non ha il coraggio di fare esplicito uso del termine “omosessuali”, e poco concreto, non prevedendo l’istituzione del registro delle unioni civili».
Insomma, una chiarissima differenza di vedute, che ora è destinata ad animare il dibattito in consiglio comunale e, forse, anche le polemiche all’interno della maggioranza di centrosinistra, come l’attacco all’esecutivo da parte di Rifondazione sembra già dimostrare abbondantemente.

E.C.

Nella foto:
L’aula del consiglio comunale di Como, che nelle prossime sedute sarà impegnata a parlare della regolarizzazione delle unioni civili

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