È pandemia, da oggi tutto chiuso sul Lario. Ieri in tarda serata il sì del governo Conte

Emergenza Coronavirus

Ieri l’Oms ha definito ufficialmente «pandemia» l’emergenza coronavirus. La Lombardia aveva chiesto misure più forti, la chiusura di negozi, bar e uffici, e le ha ottenute in tarda serata dal presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha fatto anche un forte appello a non svuotare gli scaffali dei negozi.
I provvedimenti
Chiusi da oggi negozi, bar e ristoranti e servizi mensa, lasciando la possibilità di consegna a domicilio. Il governo incentiva la possibilità di telelavoro e il ricorso a ferie, congedi retribuiti e i reparti non indispensabili nelle aziende. Industrie e fabbriche continueranno a condizione che assumano protocolli di sicurezza adeguati a proteggere dal contagio.
Restano aperte le farmacie, le parafarmacie e i punti vendita di generi alimentari.
Garantito lo svolgimento dei trasposti e i servizi di pubblica utilità, comprese le filiere dell’agricoltura, della zootecnia e della trasformazione agroalimentare nel rispetto delle norme igienico sanitarie.
La Lombardia ha insomma ottenuto quanto richiesto: la chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, a eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità e alla vendita di beni di prima necessità allo scopo di contrastare in modo più radicale la diffusione del Covid-19.
I costruttori edili
Anche l’Ance attraverso l’associazione regionale dei costruttori edili presieduta dal comasco Luca Guffanti, ha comunicato alla Regione la disponibilità delle imprese di costruzione lombarde – già duramente provate – a sospendere le attività ma, sottolinea il presidente, «servono misure di sostegno per evitare che con la chiusura dei cantieri si affianchi una crisi economica all’emergenza sanitaria».
Negozi e mercati
Ieri è stata approvata all’unanimità la chiusura delle attività del commercio, del turismo e dei servizi sull’intero territorio provinciale. La decisione è arrivata dall’unità di crisi di Confcommercio Como. «Abbiamo deciso di lanciare un messaggio forte a tutti i nostri associati richiamando ciascuno al senso di responsabilità, le attività sono libere di decidere sulla chiusura o meno – ha detto il presidente Giovanni Ciceri – ma abbiamo deciso di consigliare la chiusura, tranne per i generi di prima necessità».
È stato lanciato un forte appello ai panificatori associati, per la consegna a domicilio dei beni di stretta necessità. In prospettiva, si lavora al progetto di rendere il Lario un “duty free district”.
Intanto a Erba e Como ieri hanno chiuso i mercati degli ambulanti. Il sindaco di Erba ha deciso di estendere l’ordinanza di blocco «anche agli operatori del settore alimentare del mercato comunale del giovedì sito in piazza Vittorio Veneto e vie limitrofe e del mercato agricolo del venerdì sito in via Carroccio, fino alla cessazione delle esigenze emergenziali. Diversa l’ordinanza del sindaco di Como: Mario Landriscina ha disposto la sospensione sino al 3 aprile incluso del mercato mercerie di Como, consentendo però solo le attività di vendita di generi alimentari. Inoltre l’entrata al mercato coperto sarà dal lato di via Mentana, con unica uscita dal lato di via Sirtori, con contingentamento all’ingresso per evitare assembramenti.

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