Ebola, l’Asl ha allertato medici di base e pediatri

altIndicate le procedure da seguire in caso di sintomi sospetti. Malaria per cinque lariani
Medici di base e pediatri allertati per l’emergenza Ebola, il terribile virus che ha già provocato centinaia di morti nell’Africa occidentale. L’Asl ha diffuso un comunicato a tutti i camici bianchi del territorio per indicare le procedure da seguire in caso di sintomi sospetti in pazienti che siano rientrati da un viaggio nelle zone a rischio. Pronti per un eventuale intervento anche gli specialisti del reparto Malattie infettive del Sant’Anna. Sono cinque, intanto, i casi di viaggiatori lariani

rientrati dall’estero, che hanno contratto la malaria.
L’8 agosto scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato lo “stato di emergenza di sanità pubblica” per l’epidemia provocata dal virus Ebola, attualmente confermata in quattro Stati africani: Liberia, Sierra Leone, Guinea e Nigeria. A catena, l’allerta è stata diffusa a tutte le autorità sanitarie, in modo da coordinare gli interventi di sorveglianza e individuare rapidamente eventuali casi sospetti.
«Siamo costantemente in contatto con gli uffici competenti della Regione Lombardia per la prevenzione – spiega il direttore sanitario dell’Asl di Como, Carlo Alberto Tersalvi – Abbiamo già allertato tutti i medici di Medicina generale e i pediatri del territorio, inviando a ciascuno un protocollo con le indicazioni di comportamento nel caso di situazioni di attenzione che devono essere monitorate. Il riferimento è, in particolare, alle persone che abbiano soggiornato in una zona a rischio o che potrebbero essere entrate in contatto con soggetti colpiti dal virus Ebola».
L’allerta riguarda persone che, per motivi familiari o di lavoro, abbiano viaggiato recentemente nei Paesi africani nei quali si è diffuso il temuto virus, altamente letale.
«Non sono previsti controlli obbligatori, ma solo in caso di sintomi sospetti o situazioni particolari – spiega Tersalvi – Le zone dell’Africa in cui è diffusa l’epidemia non sono tradizionalmente mete turistiche e al momento non c’è alcun allarme. La situazione è però di indubbia attenzione e ci siamo dunque mossi in modo tempestivo, avviando le procedure necessarie».
Il reparto Malattie infettive dell’ospedale Sant’Anna, a San Fermo della Battaglia, è attivato. «L’ospedale di Como è attrezzato per intervenire nei casi a basso rischio, ovvero di pazienti che hanno avuto contatti con persone che potrebbero aver contratto la malattia – dice ancora Tersalvi – Il personale è preparato per intervenire seguendo le procedure concordate. In caso di sintomi sospetti, invece, il punto di riferimento in Lombardia è l’ospedale Sacco di Milano, attrezzato per effettuare direttamente tutte le indagini e, nell’eventualità di un caso accertato, anche per applicare le misure di isolamento previste».
L’Asl riceve un bollettino settimanale, costantemente aggiornato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con le ultime notizie sull’andamento dell’epidemia nel mondo. «I medici che dovessero individuare una situazione di potenziale rischio – conclude Tersalvi – devono fare una segnalazione immediata all’Asl».
Tra i comaschi che nelle scorse settimane hanno effettuato viaggi e vacanze all’estero, in zone in cui sono endemiche alcune malattie scomparse in Italia, si sono registrati cinque casi di malaria. «In queste settimane di rientri dalle vacanze sono stati segnalati alcuni casi – conferma Tersalvi – La situazione però è sotto controllo. La malaria è una malattia che si cura generalmente senza difficoltà con i farmaci appositi».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’Asl di Como ha diffuso un comunicato a tutti i camici bianchi del territorio

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