Ecco come il boss riuscì a sfuggire al suo killer

L’inchiesta sul mercato della prostituzione

(a.cam.) Pronti a uccidere per il controllo delle piazzole più redditizie. C’è anche un agguato, soltanto per un caso fortuito non portato a termine, nelle carte dell’inchiesta che ha permesso ai carabinieri di Cantù di sgominare due bande di albanesi che gestivano la prostituzione nella Bassa Comasca.
Tra giovedì e venerdì, i militari hanno eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Ancora latitante un albanese di 43 anni, residente a Mariano Comense e ritenuto il capo della

banda. L’uomo è tuttora ricercato.
Nelle scorse ore sono emersi ulteriori dettagli sull’inchiesta, durata circa un anno. In particolare, dalle carte è emerso il preparativo di un agguato nel quale si sarebbe dovuto punire il capo di un’organizzazione rivale che puntava a gestire il mercato del sesso a pagamento a Lurago Marinone, zona ritenuta particolarmente redditizia. Sembra che fosse stata chiesta e ottenuta una “autorizzazione” a uccidere direttamente in Albania, al vertice dell’organizzazione criminale. Ottenuto il via libera, la banda aveva scelto il killer e organizzato l’agguato. L’omicidio sarebbe dovuto avvenire nel luglio scorso in una zona boschiva tra Lurago Marinone e Turate, a ridosso della strada a luci rosse controllata dalla banda.
La vittima era stata attirata con l’inganno, con la scusa di un appuntamento “di lavoro”. Solo per un caso, forse intuendo il rischio che stava correndo, l’uomo non si era presentato ed era così scampato alla trappola. I carabinieri sono venuti a conoscenza del fallito tentato omicidio ascoltando le intercettazioni telefoniche effettuate nell’ambito dell’inchiesta. In base a quanto accertato, il killer è uno degli albanesi poi arrestati nelle scorse ore.
Parlando con una delle lucciole, l’uomo aveva spiegato come e dove si sarebbe appostato per sparare alla vittima.
Come rivelato già venerdì scorso, durante la conferenza stampa convocata dai carabinieri per illustrare i contorni dell’operazione contro la prostituzione, nelle carte dell’inchiesta c’è anche un delitto avvenuto a Seveso nel novembre scorso e non ancora del tutto chiarito.
La vittima è un albanese, morto dopo essere stato accoltellato in un parcheggio. L’uomo, 25 anni, sembra fosse coinvolto nella “gestione” di due prostitute che lavoravano nella zona di Lomazzo.
L’omicidio potrebbe essere maturato nell’ambito del controllo del mercato del sesso a pagamento. È stato accertato, verificando la preparazione dell’agguato mortale, come gli albanesi finiti in cella fossero senza scrupoli e pronti a eliminare, letteralmente, i nemici.

Nella foto:
Un’immagine della conferenza stampa dei carabinieri di venerdì scorso nella sede del comando provinciale

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