Ecco quanto costeranno le paratie. La cifra è iperbolica: 31 milioni di euro

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La spesa per il “piccolo Mose”
Numeri messi nero su bianco dal Comune. Si partiva da 11,9

(e.c.) Che i costi complessivi per il rifacimento del lungolago di Como e la realizzazione di un sistema antiesondazione fossero da tempo fuori controllo era noto. Ma, come sempre, un conto è la sensazione – più o meno precisa – di un esborso di denaro pubblico esorbitante. Un conto è vedere messa nero su bianco una cifra che veramente appare al confine con l’incredibile. Se non altro, proprio perché è ufficiale, senza possibilità di contestazione oppure di “camuffamento”.
Nel caso

del cantiere a lago, è un maxi-documento riassuntivo appena pubblicato dal Comune di Como a elencare finalmente – e per la prima volta in maniera sistematica e complessiva – l’infinita serie di costi aggiuntivi che si sono sommati per i lavori sulla passeggiata. Fino a una somma totale che fa venire veramente i brividi. A oggi, infatti, il nuovo quadro economico del progetto per le paratie dice che le casse pubbliche (statali, comunali e soprattutto regionali) dovranno sborsare complessivamente la cifra di 31 milioni e 152mila euro per il cosiddetto piccolo Mose di Como. E sebbene il cambio euro/lira, per dare un’ulteriore prova dell’imponenza dei numeri, sia ormai un “giochetto” forse desueto e un po’ abusato, in questo caso serve a rendere un’idea. Perché con la vecchia moneta italica la cifra sarebbe pari – centesimo più, centesimo meno – a 60 miliardi.
Il tutto risulta ancora più incredibile per almeno 3 motivi. Il primo è ancora puramente economico. Perché è impossibile dimenticare che per arrivare ai 31 milioni e rotti a cui si è giunti oggi, si è partiti da una cifra inferiore di quasi tre volte. Il 12 gennaio 2006, infatti, Palazzo Cernezzi aggiudicò l’opera all’impresa veneziana Sacaim – che tuttora è titolare del cantiere – per un’importo di 11 milioni e 930mila euro (dei quali 800mila legati agli oneri per la sicurezza).
Questo significa che tra la somma iniziale e quella finale “ballano” costi aggiuntivi per 19 milioni e 300mila euro.
Nei documenti che definiscono per filo e per segno come si è potuti arrivare a una simile, mostruosa crescita dei conti è elencata una serie sterminata di voci, da quelle di poche migliaia di euro fino a capitoli letteralmente milionari.
Giusto per citarne alcuni, balza subito all’occhio che i lavori partirono sotto una cattiva stella. Basti pensare che il cantiere venne ufficialmente consegnato a Sacaim l’8 gennaio 2008 e già nell’ottobre successivo – come recitano le carte – «durante il corso dei lavori l’amministrazione comunale ha preso atto della necessità di redigere una prima perizia di variante dell’importo complessivo di un milione e 587mila euro».
Ancora non si sapeva, ma sarebbe stato il primo di una infinita serie di intoppi, modifiche e rincari assortiti. Tra i principali figurano 295mila euro per una nuova serie di ispezioni geotecniche, una generica voce “spese tecniche” da 750mila euro, l’installazione del nuovo ponte sulla darsena (500mila euro), un “adeguamento parcelle” da 217mila euro, la compensazione dell’aumento del costo dell’acciaio (316mila euro) e il famoso accordo bonario con Sacaim (3 milioni).
L’elenco in realtà sarebbe sterminato, ma non cambierebbe la sostanza dei fatti. Cioè quella di un cantiere che – e veniamo agli altri due motivi che rendono incredibile la situazione – in fin dei conti è “ridotto” al rifacimento di una passeggiata sul lago e all’installazione di un sistema di paratie che ormai di “fantascientifico” non ha più nulla (le soluzioni in campo sono i panconi da installare a mano sul parapetto o le cosiddette paratie gonfiabili).
E se è vero che, sotto la superficie dei due rami della passeggiata, sono o saranno installati sofisticati sistemi di lavorazione e pompaggio delle acque, è altrettanto certo che il contenuto tecnologico complessivo del progetto si è ridotto al lumicino. La prova viene, ancora una volta, dal confronto tra passato e presente in tema di difesa della città dalle eventuali (e sempre più rare) esondazioni del Lario.
Detto dei sistemi in ballottaggio per l’installazione definitiva, va tenuto presente che – in origine – il contenimento del lago era affidato a paratie elettroniche e a scomparsa nel terreno. La loro scomparsa è ciò che rimane.

Nella foto:
A sinistra in alto, un’immagine del cantiere fermo nell’area che va verso Sant’Agostino. Sopra, un dettaglio dei lavori nella stessa zona

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