Economia lariana, i primi segnali della ripresa: «Stiamo vincendo la battaglia contro il virus»

Il settore tessile guarda al futuro

È un quadro inevitabilmente condizionato in negativo dalla pandemia, che ha paralizzato o rallentato tre dei settori trainanti dell’economia lariana, ovvero il turismo, il tessile e il legno arredo, ma anche dalla difficoltà di approvvigionamento di materie prime, quello descritto dalle oltre 110 pagine del Report della XIX Giornata dell’Economia lariana.

L’evento si è celebrato ieri in presenza (con collegamenti anche da remoto con alcuni stakeholder) nella sede manzoniana della Camera di Commercio di Como-Lecco. Si tratta del terzo rapporto con l’ente camerale unificato, come ha ricordato nella sua relazione il presidente, Marco Galimberti. L’analisi dei numeri è stata realizzata dai ricercatori Carlo Guidotti, Daniele Rusconi, Andrea Gianni e Gianni Menicatti, gli ultimi due della società di consulenza Ptsclas, mentre per la parte politica è intervenuto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

«In Lombardia stiamo vincendo la battaglia con il Covid» ha spiegato Guidesi nel suo intervento, ricordando il Piano Marshall da 4 miliardi di euro destinato alle imprese e invitando gli imprenditore «ad agire e reagire ancora, in un quadro di ripresa e con il supporto regionale».
Ma i veri protagonisti della giornata sono stati proprio i numeri, percentuali mai così severe, derivanti dal «periodo delicatissimo che abbiamo vissuto» ha spiegato Galimberti.
«Il 2020 si era aperto in modo promettente, poi all’improvviso la pandemia ha scosso le nostre certezze e ci ha obbligati ad affrontare una situazione senza precedenti – ha ricordato il presidente – L’emergenza sanitaria ha comportato il primo, durissimo lockdown; molte imprese hanno dovuto chiudere temporaneamente, e ci siamo tutti interrogati sulla capacità di tenuta del nostro tessuto imprenditoriale». Uno shock forte e asimmetrico con alcuni settori che hanno lavorato più di prima e altri che hanno subìto stop prolungati e pesanti perdite.

Galimberti ha ricordato anche gli strumenti messi in atto a supporto dell’economia lariana: i tavoli e i bandi in particolare. «Il quadro generale si sta rasserenando: confidando nella vaccinazione di massa, è tempo di ripartire con fiducia, con tenacia e con tutta la buona volontà che le nostre imprese hanno sempre dimostrato» ha aggiunto il presidente.
La resilienza delle aziende lariane, più volte citata da Galimberti, è evidente nella bilancia commerciale del primo trimestre di quest’anno, laddove la congiuntura indica sia nell’industria sia nell’artigianato un segno positivo dopo quattro semestri con il segno meno.
La produzione industriale comasca aveva una variazione tendenziale del -28% nel 2° trimestre del 2020, scesa al -13,2, poi al -9,9 e risalita a 1,8% nel primo periodo di quest’anno. Numeri speculari per il settore dell’artigianato, passato dal -26,2% del 2° trimestre al +4% del 1° 2021.
Tiene invece la demografia delle imprese. Il dato degli ultimi tre anni si mantiene tra le quasi 48mila società registrate nel Comasco, con un saldo negativo del -0,1% nell’ultimo anno, in linea con la situazione interprovinciale e leggermente inferiore a quella lombarda e nazionale. Quello che invece non riesce ancora a invertire la tendenza è il cosiddetto volume di affari. Nel primo trimestre del 2021 era a -3,5% per il commercio e -12,1% per i servizi. Il confronto è però con i primi tre mesi dello scorso anno solo parzialmente fermati dalla pandemia. Servizi e commercio continuano a pesare per oltre il 60% sulle attività del territorio contro il 14,9% dell’industria manifatturiera e il 17,2% delle costruzioni. Ancora negativo il fronte dell’internazionalizzazione.

Il rapporto per il 2020 parla di -9,7% per l’import, -12,5% per l’export con un -15,7% nella bilancia commerciale.
Tra gli indicatori positivi, come anticipato, c’è il sistema occupazionale, che nel corso del 2020 ha complessivamente tenuto. Bene il Lecchese, un po’ meno il territorio comasco, con circa -5.000 unità, corrispondente a una flessione del -1,9 in termini percentuali.

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