Economia, nasce il super-assessorato

È nelle mani di Paolo Frisoni. Lavoro a Bruno Magatti
Nei fumetti del compianto Bonvi, l’ultimo di solito aveva il compito di chiudere la porta.
A Palazzo Cernezzi, invece, l’ultimo (arrivato) si è preso tutto. E dietro la porta ha lasciato più di un collega di giunta.
Il sindaco di Como, Mario Lucini, ha rivoluzionato ieri – ancora una volta – le deleghe dei propri assessori. Un cambiamento che rischia di incidere profondamente nella gestione degli affari correnti del capoluogo.
Di fatto, il primo cittadino ha creato dal nulla un super-assessorato alle Attività produttive, assegnandolo a Paolo Frisoni.
Nello stesso tempo, probabilmente per evitare nuove frizioni e altre fuoriuscite traumatiche, Lucini ha accresciuto anche le deleghe di Bruno Magatti e di Savina Marelli. Al primo – oggi, forse, tra i più insofferenti in giunta per le difficoltà incontrate durante il percorso amministrativo – sono andati Lavoro e Impresa sociale. Alla seconda, invece, entrata nell’esecutivo insieme a Frisoni su mandato del Partito Democratico, è invece toccata la partita dei Finanziamenti pubblici e comunitari.
Ma, come detto, la vera (e forte) novità sta tutta nell’accorpamento in una sola maxi-delega delle delicatissime e importantissime questioni riguardanti l’economia cittadina.
Lucini ha riunito nelle Attività produttive ciò che prima era diviso in Politiche economiche, Artigianato, Commercio e Moda. A prima vista si tratta di una razionalizzazione. Ma in politica la concentrazione di potere nelle mani di una sola persona non è mai casuale.
Le dimissioni di Gisella Introzzi, al di là del “trauma” legato a una decisione inattesa, avevano lasciato scoperta la giunta del capoluogo su un fianco particolarmente sensibile.
Il commercio, per una amministrazione comunale, è materia assolutamente strategica. Così come altrettanto strategici sono i rapporti con le associazioni di categoria.
Sul terreno dell’economia, Como sta vivendo un ulteriore, cruciale, momento di passaggio con l’insediamento ormai vicino del nuovo consiglio della Camera di Commercio. Avere un assessore come Frisoni sulla plancia di comando non sembra essere casuale. Soprattutto se si considera il dibattito in corso nelle stanze di via Parini, dove la componente cattolica (Confcooperative, Cisl, Compagnia delle Opere) ha alzato la voce e ha chiesto assetti diversi da quelli ipotizzati in un primo momento.

Da. C.

Nella foto:
Il sindaco di Como, Mario Lucini (a sinistra) con l’assessore Paolo Frisoni subito dopo la nomina avvenuta l’11 ottobre scorso

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