Edilizia e pagamenti delle Pa: l’Ance scrive ai parlamentari

Sistema qualificazione imprese. Sanzioni se reiterate violazioni

Per l’edilizia che sta cercando di ripartire, i cantieri che hanno le pubbliche amministrazioni quali committenti rappresentano una grande opportunità, ma anche delle insidie. L’insidia maggiore si chiama “split payment”, termine inglese che indica un meccanismo di scissione dei pagamenti.
Il presidente di Ance Como, Francesco Molteni, ha inviato nei giorni scorsi una lettera a tutti i parlamentare comaschi per chiedere un intervento diretto contro la richiesta di proroga dello split payment, che il governo Conte vorrebbe presentare a Bruxelles.
«Sono anni che il settore si batte per l’eliminazione di una norma ingiusta, che drena 2,5 miliardi all’anno alle imprese» scrive il presidente di Ance Como.
Con lo split payment, in parole povere, le fatture emesse dalle imprese verso tutti gli enti pubblici, comprese società controllate e partecipate, non comportano la liquidazione dell’Iva a carico del fornitore emittente «ma l’imposta dovrà essere versata da parte del cessionario-committente» si legge nella scheda sull’argomento del “Sole 24 Ore”. «È una misura che serve solo a fare cassa subito a danno di tanto imprese oneste» prosegue Molteni. L’obbligo di fatturazione elettronica, spiega il numero uno dell’Ance, ha fatto anche venire meno «la motivazione originaria che aveva spinto 5 anni fa il legislatore ad adottare questa misura, che, peraltro, a detta di Bruxelles, doveva e poteva avere solo carattere temporaneo». Gli edili comaschi evidenziano come l’Italia sia «fanalino di coda dell’Ue sui tempi per il rimborso dell’Iva» con una media di 63 settimane contro le 16 della media continentale. «Significa che le imprese dovranno aspettare anni per riavere il proprio credito» scrive sempre Molteni.
Un «colpo di grazia finale e ingiustificato» scrive ai parlamentari comaschi l’Ance, che arriverebbe peraltro in un momento in cui le imprese stanno affrontando con coraggio una crisi durissima. «Invece di voler aiutare le imprese si fa di tutto per farle chiudere» scrive il presidente dell’Ance.

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