Effetto coronavirus sul turismo, si teme che gli americani restino a casa

Inverno 2019 Turisti salgono su barca Renzo

Turismo lariano in crisi per colpa del Coronavirus. Il presidente degli albergatori lariani Roberto Cassani annuncia «riflessi negativi pesanti» a causa della psicosi. «Siamo già al 40-50% di cancellazioni e anche il fronte prenotazioni è in debito di ossigeno – dice Cassani – Sono perfettamente d’accordo con i provvedimenti sanitari di urgenza, ma l’idea che la Lombardia sia sotto coprifuoco, che è l’immagine che diamo all’estero specie grazie a certi media allarmistici, fa male al turismo. Non possiamo mettere sotto coprifuoco il turismo e l’economia perché non ce lo possiamo affatto permettere».
Le misure di contenimento dell’epidemia sono per Cassani doverose e corrette quindi, ma la situazione di per sé già delicata rischia di essere un boomerang a causa dell’eccessivo allarmismo che compromette la nostra immagine all’estero, si vedano, per esempio, i supermercati presi d’assalto dai cittadini in preda al panico.
«Stiamo immaginando di ridurre le penalità in caso di cancellazione per rendere il prodotto lariano comunque competitivo e dobbiamo al limite essere pronti ad abbassare le tariffe – sottolinea Cassani per far capire quanto il danno sia grave e capillare – Il nostro peggiore incubo è che gli americani ci tradiscano, e che tornino solo nel 2021. Sarebbe un danno economico notevole. Una settimana di calvario come questa va bene, ma non può essere un mese, altrimenti le aziende della filiera turistica, che già hanno margini di profitto ridotti a causa della pressione fiscale, rischiano di andare a gambe all’aria. Per fortuna che il nostro comparto territoriale non è toccato dal taglio alle gite scolastiche deciso in questa fase di emergenza dal governo Conte. Ma ci preoccupa fortemente che sia messa in discussione sul Lario la fortissima affluenza di turisti americani. Dietro l’angolo poi c’è la prova del nove ossia il Salone del Mobile di Milano, che noi abbiniamo nello stesso periodo a una altra opportunità di business che si chiama Proposte. Se dovessero posticiparli o cancellarli sarebbe un ulteriore problema. Ad esempio, la fiera Proposte non potrebbe essere posticipata a settembre, dove non si troverebbe come ci auguriamo una stanza libera essendo alta stagione per noi. Tanto varrebbe spostarla ad ottobre». E sul fronte sanitario gli alberghi come si comportano, chiediamo a Cassani. «Federalberghi ci ha girato le sue linee guida che rispettano quelle dell’Oms: non stringiamo mani ed evitiamo abbracci. Se un ospite ha la tosse, abbiamo un’apposita apparecchiatura che ionizza e sterilizza la camera».
Ieri a Lariofiere di Erba la Camera di Commercio di Como e Lecco ha svolto un summit sulla delicata situazione, presenti le due Province e gli assessori competenti di Como e Lecco. «Le categorie confermano un calo sensibile delle prenotazioni e un aumento delle disdette – dice Giuseppe Rasella, albergatore di Gravedona che rappresenta la filiera dell’accoglienza nella Camera di Commercio – monitoreremo con gli enti locali la situazione e siamo pronti nel giro di una settimana o due a una massiccia campagna mediatica su Internet e i social per rassicurare i nostri ospiti, al 70% stranieri. Non nascondiamo che la situazione sia delicata. Primo banco di prova dal 4 all’8 marzo la fiera del turismo a Berlino dove saremo presenti con Lariofiere. «Tra gli esercenti di Como e provincia dilaga anche l’incertezza in una futura ripresa – ha detto ieri, segnalando le disdette fioccate anche nel resto della filiera turistica, il presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri – e anche se l’allarme dovesse terminare nel breve, il danno economico sarà comunque consistente e avrà lunghe ripercussioni». Ciceri auspica una «serie di interventi che portino al risarcimento dei danni presenti e futuri, ad esempio attraverso l’esenzione dalla tassazione, la sospensione di ogni forma di imposta e dei pagamenti delle rate dei mutui bancari, la facilitazione per l’accesso delle imprese al Fondo di garanzia per le Pmi, i contributi straordinari per la ripresa delle attività».

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