Eiger, stasera l’alpinismo va a teatro

Il Teatro San Teodoro in via Corbetta 7 a Cantù

Agosto 1957. Claudio Corti e Stefano Longhi, due lecchesi, decidono di rincorrere un sogno: essere i primi italiani a conquistare la mitica (e famigerata) Parete Nord dell’Eiger. Un simbolo dell’alpinismo europeo. La scalata si rivela drammatica, alla cordata dei due italiani si affianca quella formata da due scalatori tedeschi.  La progressione è lenta e condizionata da continue scariche di sassi e ghiaccio.  L’Orco non smentisce la sua fama.
È quanto va in scena stasera alle 21 (si esce in tempo per rispettare il coprifuoco) al San Teodoro di Cantù nello spettacolo Eiger: l’ultima salita in collaborazione con il Cai di Cantù.
Lo spettacolo è ispirato alla vera storia degli alpinisti lecchesi che tentarono la salita con l’ambizione di essere i primi italiani a scalare la nord dell’Eiger. Alberto Bonacina, che cura anche la regia dello spettacolo, interpreta Stefano Longhi, morto durante l’impresa.
L’attore lecchese mostra tutta la disperazione di un uomo appeso alla vita da un filo sottile, che attende che i compagni lo portino in salvo. Purtroppo le avverse condizioni meteo non permetteranno a Longhi di uscire vivo da quella sciagurata impresa.
A Sara Velardo il compito di interpretare l’Eiger, la montagna che i due alpinisti non riuscirono a vincere.
Il racconto di una sfida che nel tempo della pandemia è simbolico e fa pensare.

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