El Alamein, quel caccia inglese in un oceano di sabbia

Storia – Su Etv la sensazionale scoperta di un aereo della Raf
Era un ragazzo di soli 24 anni. Un aviere della Raf inglese. Esattamente 70 anni fa, il 28 giugno 1942, fece un atterraggio di fortuna nei pressi di El Alamein durante un volo di trasferta dalla prima linea alle retrovie, su un altipiano roccioso. La sua storia è riaffiorata col suo caccia da un mare di sabbia il 12 febbraio scorso, e dal 3 maggio, giorno in cui è stata divulgata, fa sensazione nel mondo. Un evento che per gli storici del teatro africano della Seconda guerra mondiale equivale
alla scoperta del tesoro di un faraone per gli egittologi. Un’associazione italiana, Arido (Associazione Ricercatori Indipendenti Deserto Occidentale), ha ritrovato nello scenario delle due sanguinose battaglie tra gli inglesi e le forze dell’asse l’aereo del giovane sergente D.C. Copping.
Lo scopo del sodalizio non è il turismo d’avventura ma la ricerca storica con particolare riferimento alle vicende militari nel deserto tra Tunisia, Libia ed Egitto, e con particolare riguardo al ritrovamento dei cimiteri campali, delle sepolture e della loro identificazione.
Ieri sera nel corso della trasmissione di Etv Zerotreuno ne hanno parlato, mostrando immagini inedite, il presidente del sodalizio Daniele Moretto e il suo vice, Andrea Mariotti. Si è parlato ovviamente del caccia ritrovato nell’inferno desertico, dove tuttora giace a 45 gradi di temperatura. È un Curtiss Kitty Hawk, con 6 mitragliatrici, protagonista di un atterraggio di fortuna in cui perse il carrello e ruppe l’elica. Il pilota si allontanò e pare abbia usato il paracadute per difendersi come poteva dall’escursione termica. Durante una recente spedizione, i membri dell’Arido hanno ritrovato brandelli del paracadute, un bottone della divisa, una piastrina di rame e resti umani tuttora a disposizione delle autorità, che si presume appartengano all’aviere, tuttora nell’elenco dei dispersi di El Alamein. L’associazione è in contatto con i nipoti, per poterli aiutare nel commovente viaggio della memoria. Arido riunisce 60 appassionati di storia in varie parti del mondo e ha sede a San Lazzaro di Savena (Bo). Finora ha totalizzato 108 missioni nel deserto.
La prossima spedizione per monitorare la situazione e verificare che non siano intervenuti sciacalli è prevista per settembre-ottobre. Il punto esatto della scoperta è tuttora top secret, noto solo alle autorità egiziane e ai beduini che percorrono abitualmente quelle zone impervie, appunto perché si teme che vandali più o meno addestrati possano proseguire l’opera di profanazione di questa tomba della memoria che è purtroppo già iniziata. Si parla di reperti che tra l’altro sul mercato del collezionismo storico avrebbero un valore di decine di migliaia di euro. Arido è in contatto con il Museo della Royal Air Force di Londra, con l’esercito inglese di stanza al Cairo e con lo Stato egiziano: la zona è sotto giurisdizione militare e per visitarla serve un pass.
Tre sono ora i destini – fanno sapere i vertici di Arido – che attendono il relitto: finire nel Museo di El Alamein, essere trasportato nella vicina oasi di Ein Della o finire al War Museum di Londra. Informazioni e un video sull’ultima spedizione si trovano sul sito Internet ufficiale di Arido, all’indirizzo www.qattara.it.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Particolare dell’ala con la mitragliatrice del velivolo

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