Elezioni 2022, si muove il Pd. Avviate consultazioni riservate

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Se si eccettuano le baruffe estive della maggioranza di centrodestra, alla fine ricomposte grazie al ritorno in giunta di Forza Italia, il 2020 è stato un anno in cui l’attività dei partiti e delle forze politiche in città si è praticamente azzerata.
Eppure, nonostante l’epidemia di Coronavirus abbia colpito duro, qualcosa si muove anche nello stagno della politica comasca.
Il traguardo delle elezioni amministrative non è più così lontano, si vota tra meno di un anno e mezzo e chi vuole farsi trovare pronto deve iniziare a lavorare adesso.
La pensa così il Partito Democratico che in queste settimane, nel più totale riserbo, ha avviato un giro di consultazioni con tutti i potenziali alleati del centrosinistra. Il segretario provinciale Federico Broggi e il segretario cittadino Tommaso Legnani, su mandato del gruppo dirigente, hanno iniziato una ricognizione destinata a concludersi entro la fine dell’anno. Obiettivo: individuare chi intenda partecipare al progetto Como 2022.
Contattato dal Corriere di Como, Broggi è rimasto un po’ sorpreso dal fatto che la notizia delle consultazioni fosse di dominio pubblico. «A qualcuno piace parlare», dice. L’idea iniziale era di tenere un po’ sottotraccia il primo giro di opinioni, ma in situazioni del genere è sempre molto difficile, se non impossibile, serrare tutti gli “spifferi”. «È vero – ammette alla fine il segretario del Pd – la nostra intenzione è di sentire tutti e definire insieme un percorso». Con chi ci sarà condivisione di vedute e obiettivi, inizierà entro fine anno la fase 2, quella della costruzione di un campo progressista che sfidi il centrodestra con qualche possibilità in più di vincere rispetto al 2017. «Vogliamo iniziare a lavorare prima possibile – dice Broggi – ma non abbiamo alcuna intenzione di fermarci alla vecchia coalizione. Ci interessa tutto il centrosinistra». Per evitare strappi prematuri e impuntature, il Pd ha scelto di non porre la questione primarie come pregiudiziale e di non parlare del possibile candidato sindaco sino a quando non si troverà un’intesa sul metodo e sugli obiettivi. «Bisogna pensare al dopo, a che cosa fare – sottolinea Broggi – perché se si vince si deve prima di tutto amministrare. Immaginiamo la coalizione ampia, ma allo stesso tempo omogenea. E per questo dobbiamo individuare con certezza tempi, regole e visioni».
Il segretario del Pd non ha voluto rivelare chi è già stato sentito e con chi, invece, si incontrerà nei prossimi giorni. Di certo, le consultazioni dei Democratici saranno ad ampio spettro: da Azione e Italia Viva a Leu e alla sinistra radicale. Passando per il Movimento 5 Stelle e i raggruppamenti civici di Bruno Magatti e Maurizio Traglio.
Secondo Gioacchino Favara, consigliere comunale del Pd durante la giunta Lucini e oggi esponente di Italia Viva, «l’unico terreno possibile d’incontro è la città, ovvero il programma. Noi, ad esempio, non siamo interessati alle primarie, il candidato bisogna sceglierlo insieme e dev’essere la persona in grado di fare sintesi».
Anche Magatti, oggi a capo di Civitas, giudica positivamente il fatto che «ci siano tentativi di convergere su un obiettivo. Quando ci inviteranno ci saremo. Nel frattempo andiamo avanti a lavorare nella concretezza, anche perché non è nelle alchimie delle alleanze che si potrà scalare la montagna di problemi che lascerà il centrodestra».

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