Elezioni, i segretari provinciali giudicano la tornata elettorale

Comaschi al voto questa mattina in un seggio in città. Si potrà votare fino alle 23 di questa sera

Europee o amministrative, sembra avere poca importanza. Ciò che conta è il nome. E quello di Matteo Salvini è stato il passepartout che ha trascinato la Lega a raggiungere percentuali bulgare a livello continentale e ha visto trionfare il verde padano in diverse realtà locali.
«Ovviamente nei territori dove la coalizione di centrodestra è andata al voto unita, i risultati sono stati prorompenti – spiega il segretario provinciale della Lega Laura Santin – L’esempio lampante di Cantù è sotto gli occhi di tutti. Ma, a prescindere da ciò, la differenza è stata fatta dal lavoro di Salvini che ha creato le basi del successo insieme al lavoro sul campo». Una rivendicazione senza compromessi che comunque «parte dall’osservazione di come in Regione la coalizione governi al meglio – prosegue la Santin – Detto questo bisogna poi evidenziare come la Lega abbia un’indiscussa forza e capacità di scegliere i candidati a prescindere dalle coalizioni o dagli accordi». Traducendo, dunque il partito del Carroccio, con la persona giusta può vincere anche se staccata «dagli altri partiti di centrodestra. Come accaduto a Cadorago ad esempio dove il vincitore ha ottenuto il 63,10% dei voti con la Lega e una lista civica», dice il segretario provinciale. L’analisi si concentra poi su un altro fattore emerso dalle urne, ovvero il maggior radicamento della Lega a livello provinciale rispetto alle città. I numeri dicono che un comasco su due ha votato Salvini alle Europee sancendo di fatto come la provincia lariana sia sempre più “verde” grazie al 48,33% raccolto domenica. «Lo ripeto, merito innanzitutto di Salvini e poi del fatto che l’elettorato si è modificato. La Lega è presente non più solo in realtà magari più marcate territorialmente come i paesi dell’Altolago – anche se esiste il caso Cavargna dove quasi il 90% ha votato Lega – ma si è progressivamente estesa anche nei centri più grandi», conclude Laura Santin.
Conscio dello strapotere leghista anche il segretario provinciale di Forza Italia, Mauro Caprani. «I numeri parlano chiaro. La Lega ha saputo lavorare bene e ha poi beneficiato anche di un travaso di elettori delusi del M5S. Noi non siamo andati bene – dice Caprani – A livello territoriale penso che da sempre l’unità sia sinonimo di forza e non credo che la Lega potrebbe raggiungere certi risultati andando da sola. L’esempio di Cantù, innegabilmente, è sotto gli occhi di tutti. Va anche detto che forse se Alice Galbiati avesse corso da sola non avrebbe vinto al primo turno. E spesso, lo insegna la storia, il centrodestra ai ballottaggi non sempre ha ottenuto il risultato sperato».
Decisamente concentrato sul futuro Federico Broggi, segretario provinciale del Pd. «Questa doppia consultazione elettorale ha lanciato alcuni messaggi chiari. A livello europeo il Pd ha iniziato una lenta risalita recuperando circa 4 punti percentuali. Un inizio che deve portare a un ripensamento del partito che dovrà essere capace di presentare proposte chiare, concrete e immediate di riscatto – dice Broggi – Facendo leva anche su quel sistema valoriale che è sempre stato un punto di riferimento per l’elettorato di sinistra. Ad esempio invertendo quel sentimento che ha portato la Lega a spopolare in provincia più che nei centri di maggiori dimensioni. Un fattore quest’ultimo che ha dietro di sè il concetto sbagliato di una sinistra appannaggio delle élite radicate nelle città a differenza di quanti invece vivono al di fuori dei centri urbani. La Lega è stata capace di intercettare tutti con dei messaggi chiari e semplici e da qui deriva il trionfo. A livello amministrativo mi sembra che, a parte certi casi eclatanti come ad esempio Cantù, in molti centri abbiano prevalso più che il partito le qualità del singolo candidato, a prescindere quindi dall’appartenenza politica. E questo è un fattore positivo». L’analisi di Fratelli d’Italia, al netto del riconosciuto strapotere della Lega a livello europeo e dei buoni risultati ottenuti in casa Meloni, si concentra specialmente sulle comunali. «Siamo soddisfatti per i successi di Cantù, Mariano Comense e Figino Serenza, dove dopo 20 anni la coalizione di centro destra è andata al potere – dice il segretario provinciale Stefano Molinari – Abbiamo dimostrato di essere affidabili e importanti anche per una forza come la Lega che va più sul sicuro quando ha partner consolidati».

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