Elezioni, in 700 senza più poltrona

altLa mancata approvazione della riforma Delrio rischia di azzerare la rappresentanza
(da.c.) La politica locale perde pezzi. Anzi: rischia addirittura di franare. Sotto i colpi di una mancata riforma.
Mentre al Senato il disegno di legge Delrio sul ridisegno dei poteri di Comuni, Province e Città metropolitane langue placidamente da tre mesi in commissione Affari costituzionali, in periferia si fanno i conti. E si scopre che nella prossima tornata amministrativa, stanti così le cose, salteranno migliaia di poltrone. Per carità: piccoli e piccolissimi strapuntini. Che garantivano però, a una platea molto ampia, di partecipare

attivamente alla vita politica del Paese.

Nella sola provincia di Como, dove a maggio andranno al voto 97 Comuni, il taglio sarà più che drastico: circa 650 consiglieri comunali e tra 60 e 80 assessori. Un discreto esercito. La manovalanza di partiti e liste civiche destinata a restare spettatore di un sistema ancora una volta incapace di cambiare se stesso.
Nel 2011 e nel 2012, in due diverse ondate, prima il governo di centrodestra e poi il governo tecnico di Mario Monti misero mano alle forbici per ridurre i costi della politica.
Il taglio colpì anche i piccoli e piccolissimi comuni, dove in realtà la spesa per le indennità è davvero esigua (nei paesi fino a 10mila abitanti, il gettone di presenza per ciascuna riunione del consiglio comunale è infatti di 17 euro lordi).
Sta di fatto che con due successive norme, le assemblee cittadine furono letteralmente dimezzate.
In particolare nei comuni con popolazione tra 3mila e 5mila abitanti, gli eletti sono passati da 16 a 7. Un colpo di maglio draconiano, che superata l’euforia iniziale per la riduzione delle poltrone, ha scoperto il suo vero volto.
Governare un paese con una maggioranza di 5 consiglieri è infatti irrealistico. Limita enormemente la rappresentatività delle assemblee e genera veri e propri problemi organizzativi.
Se ne sono accorti tutti. Al punto che dopo soli due anni è stato presentato un disegno di legge in cui si propone di tornare su livelli accettabili di presenza istituzionale.
La proposta, firmata da Graziano Delrio, già presidente dell’Anci e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è stata approvata alla Camera ma si è spiaggiata a Palazzo Madama.
Adesso, a 11 giorni dalla convocazione dei comizi elettorali, è diventato praticamente impossibile risolvere la questione. Si andrà quindi a votare, con ogni probabilità, con le regole volute dai professori montiani.
Sul Lario, così, 59 nuovi consigli comunali saranno composti da soli 6 eletti. Altri 20 ne avranno 7 mentre i 17 Comuni tra i 5mila e 10mila abitanti potranno contare su 10 consiglieri. Mariano Comense, che oggi sfiora i 25mila residenti, avrà 16 eletti.
Anche le giunte subiranno la cura dimagrante. In un’ottantina di paesi gli esecutivi, oltre ai sindaci, saranno formati da 2 o 3 assessori.

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