Elezioni, numeri e curiosità. Cavargna record per i leghisti. A Campione vota uno su quattro

Elezioni, voto

Comaschi sempre meno affezionati al voto europeo, anche se la partecipazione – domenica scorsa – è comunque rimasta sopra la media nazionale. Sono stati 311.247 i cittadini della provincia lariana che si sono recati alle urne per rinnovare il Parlamento europeo: il 62,10%. Nel 2014 la percentuale dei votanti era stata di poco superiore al 64%. Nonostante la crescente disaffezione, Como rimane comunque ben sopra la media nazionale, ferma al 56,09% e in calo di quasi tre punti rispetto al 2014 (58,69). L’affluenza media lombarda, invece, è stata superiore: 64,1%, contro il 66,43% di cinque anni fa. Dopo Sondrio (60,22%) e Milano (61,10%), Como è stata la provincia in cui si è votato meno in regione, dove le percentuali più alte sono state registrate a Brescia (69,38%) e a Bergamo (69,45%, qui però si votava anche per il sindaco del capoluogo). Sulla maggiore affluenza anche sul Lario avrà sicuramente avuto peso il contemporaneo svolgimento di 93 elezioni comunali. In molti paesi in cui si eleggevano i sindaci e i consigli si è infatti superata largamente la soglia del 70 e anche dell’80%. Il Comune in cui si è votato di più è stato Cusino, in Val Cavargna, dove si è recato alle urne l’85,78% dei cittadini. Un dato che può essere spiegato pure con la lotta serratissima tra i due candidati sindaci Francesco Curti e Paolo Nardi, alla fine divisi soltanto da 6 voti (ha vinto il primo con 90 preferenze contro le 84 del rivale). Curiosamente, a pochi chilometri di distanza, in un altro paese della valle – Cavargna – la percentuale dei votanti è stata tra le più basse: 35,53%. Cavargna è però diventata ieri famosa per essere stata citata da Matteo Salvini in conferenza stampa quale comune più leghista d’Italia. Con 92 voti validi (su 108 votanti) e una percentuale dell’86,79%, il piccolo borgo confinante con la Val Colla è entrato nella storia di queste consultazioni europee. Il paese lariano dove si è votato di meno è stato Campione d’Italia. Nell’enclave si è recato alle urne meno di un elettore su quattro: il 24,36%. Lo sciopero del voto annunciato alcune settimane fa dai cittadini esasperati per la grave situazione di crisi in cui versa Campione ha quindi avuto un riscontro. Un altro comune in cui si è votato pochissimo è stato Valsolda (38,95%), paese al centro di una vicenda giudiziaria molto pesante. Cinque anni fa, però, nella stessa Valsolda, comune con un numero cospicuo di cittadini iscritti al registro dei residenti all’estero (Aire), l’affluenza era stata ugualmente molto bassa, non aveva infatti superato il 38%. Complessivamente, sono stati 16 i comuni comaschi in cui i votanti non hanno superato la soglia del 50%. Anche il capoluogo ha mostrato qualche segno di “stanchezza” nella partecipazione, ma è riuscito comunque a raggiungere il 53,45%, in calo rispetto a cinque anni fa di quasi tre punti.

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