Emergenza cinghiali in Valle Intelvi. Campo di calcio devastato a Casasco

Il caso – Gli ungulati sfondano le recinzioni e si avvicinano alle abitazioni alla ricerca di cibo
I residenti chiedono interventi urgenti per arginare l’invasione
In Valle Intelvi è emergenza cinghiali. Quando escono dal bosco durante la sera per cercare cibo, scavano nei prati e sfondano le recinzioni dei giardini delle abitazioni, divorando i raccolti dei campi.
Una vera e propria persecuzione, destinata ad aumentare visto che gli ungulati si stanno moltiplicando a ritmi insostenibili. Per gli abitanti della Valle Intelvi sono diventati un grosso problema.
Anche perché questi animali pesano un quintale, hanno le zanne e non hanno alcuna remora
ad avvicinarsi alle abitazioni durante le loro scorribande notturne. A Casasco d’Intelvi hanno addirittura devastato il campo da calcio dove i bambini e i ragazzi della zona giocano a pallone. I contadini e gli allevatori della valle non sanno più come gestire l’invasione dei cinghiali. E chiedono che vengano adottati provvedimenti, come è stato sottolineato nel servizio realizzato dal giornalista Andrea Bambace e andato in onda ieri sera nel corso del telegiornale di Etv.
A mostrare all’emittente lariana i danni provocati dai massicci ungulati è stato Sebastiano Ruiu, un contadino di origini sarde ma da tempo residente in Valle Intelvi.
«Purtroppo è una vera e propria emergenza – ha spiegato Ruiu – e le autorità non hanno ancora ben capito le dimensioni di questa invasione. Forse aspettano che i cinghiali attacchino qualche persona: in queste zone sono in circolazione molte scrofe con i piccoli e se le madri percepiscono un pericolo, non esitano ad attaccare per difendere i loro piccoli. È un potenziale pericolo per tutti, adulti e bambini».
La convivenza con gli ungulati si sta facendo sempre più difficile in Valle Intelvi. Un simile problema era stato denunciato il mese scorso anche a Brunate, dove mufloni, cinghiali, caprioli e altri animali stanno devastando il territorio, tanto che i cittadini hanno raccolto una cinquantina di firme in una petizione inviata all’amministrazione provinciale e al prefetto.
Tornando alla Valle Intelvi, nel servizio di Etv diversi residenti hanno mostrato alle telecamere giardini e prati, anche a ridosso delle abitazioni, letteralmente messi sottosopra dai cinghiali che scavano nel terreno alla ricerca di cibo. Una sequenza impressionante di buchi nell’erba.
«Arrivano in sette verso le 21-21.30 della sera e scavano grossi buchi nell’erba», ha spiegato una signora indicando la terra smossa nel suo giardino di casa.
Se nei paesi i cinghiali distruggono i prati, negli alpeggi rivoltano il manto erboso e così quando piove il terreno non regge più e aumenta il rischio di smottamenti.
«Oltre ai danni che fanno nei prati circostanti i paesi – ha sottolineato Sebastiano Ruiu – i cinghiali creano problemi ancora maggiori negli alpeggi, perché fanno profondi scavi sui pendii».
Contadini e allevatori della zona chiedono quindi che sia concessa ai cacciatori una maggiore flessibilità per poter abbattere questi ungulati. «Diverse volte – conclude Ruiu – abbiamo chiamato i cacciatori che ci hanno però spiegato che non possono intervenire perché hanno il permesso di sparare soltanto in aree distanti dalle abitazioni. Servirebbero insomma permessi più ampi. Sia chiaro, nessuno vuole che tutti si mettano a sparare nè che la Valle Intelvi diventi una sorta di Far West, chiediamo soltanto che persone preparate e abilitate alla caccia degli ungulati possano più facilmente intervenire in nostra difesa».

Nella foto:
Sebastiano Ruiu, un contadino di origini sarde ma da tempo residente in Valle Intelvi, mostra un terreno devastato dagli ungulati

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