Emergenza sanitaria in Canton Ticino: «Qui il Covid rimarrà per mesi»

Svizzera, Chiasso, misure di protezione Covid coronavirus

La pressione del Covid sul Canton Ticino «potrebbe protrarsi per diversi mesi». La nota del Consiglio di Stato del Cantone diffusa ieri lascia poco spazio all’ottimismo. Del resto il rapporto fra tamponi effettuati e positivi nelle ultime due settimane è rimasto al 22%, oltre il doppio rispetto a quello lombardo. Ieri vi sono stati 272 casi nel cantone di lingua italiana, 6 i decessi, 20 i nuovi pazienti ricoverati e 21 i dimessi dagli ospedali cantonali, che curano complessivamente 350 malati Covid, 40 dei quali in terapia intensiva. Sei le persone decedute per il Coronavirus. Nelle case per anziani vi sono ancora 39 ospiti positivi, per un totale di 282 contagiati in 25 strutture.
«Pensavamo e speravamo di ridurre i numeri, ma non ci siamo riusciti. I dati preoccupano perché restano fermi a un livello molto alto» ha ammesso ieri il ministro della Sanità svizzera Alain Berset. Da ieri i bar e i pub chiudono alle 19, mentre i ristoranti possono invece rimanere aperti fino alle 22. Dalle 19 possono servire bevande esclusivamente in accompagnamento ai pasti.
Alle 22 chiudono pure casinò, case da gioco (bowling inclusi), i locali erotici e altri locali notturni. Tra le 22 e le 6 è vietato l’esercizio della prostituzione nelle case e negli hotel.
Ma torniamo alla pressione sulle strutture sanitarie, che ha portato il Cantone a chiedere altri militari a supporto del personale medico. I ricoveri calano infatti meno rispetto alla prima ondata. «La situazione attuale è caratterizzata da una stabilizzazione dei ricoveri a livelli però molto elevati, pari a circa l’85% del livello massimo raggiunto a primavera. La seconda ondata pandemica sta dunque comportando una pressione elevata e prolungata sul sistema sanitario del nostro Cantone, con un aumento notevole del carico di lavoro per il personale di cura», spiegano dal Consiglio di Stato presieduto da Norman Gobbi. I militari verranno dislocati nei due ospedali acuti per l’emergenza Covid in Canton Ticino, ovvero la clinica luganese Moncucco e l’ospedale regionale di Locarno. Si tratta di un «contingente di 18 militi, che si aggiungeranno agli attuali 12 già attivi presso l’ospedale regionale di Locarno, per 30 giorni. Questo sostegno permetterà, in particolare, di alleviare parzialmente i turni e il carico di lavoro del personale sanitario, confrontato anche con le assenze di operatori posti in isolamento o in quarantena», conclude la nota cantonale.

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