Emilio Alberti, due mostre in arrivo

Villa Carlotta, Elaborazione digitale di Emilio Alberti da una stampa del Museo del Paesaggio, 2020

Intensa “ripartenza” che si sta rivelando più impegnativa del previsto per il pittore comasco Emilio alberti. “Tra settembre e ottobre – annuncia – ho in programma due mostre personali, una a Villa Mainona di Tremezzo Museo del Paesaggio del Lago di Como, l’altra alla Civica Galleria Mariani di Seregno. Il 5 settembre si inaugura la mostra a Villa Mainona che per l’occasione riaprirà dopo mesi di chiusura forzata. Presenterò per la prima volta i lavori di arte digitale realizzati durante il lockdown accompagnati da una serie di rielaborazioni al computer delle stampe esposte nel museo. Le immagini verranno proiettate in una video sequenza. Esporrò anche una serie di dipinti recenti incentrati sul tema del lago. L’ispirazione di fondo è il Grand Tour con la sua fascinazione per per la bellezza del paesaggio evocato dalle stampe ottocentesche della collezione del museo. Ci saranno anche riferimenti all’Isola Comacina della quale ricorre quest’anno il centenario della restituzione all’Italia da parte del re del Belgio. “Gran Tour” sarà il titolo della mostra, dal 5 settembre al 4 ottobre, curata da Michele Caldarelli critico, gallerista, intellettuale appassionato e anzitutto amico con il quale da decenni condivido la ricerca artistica in un continuo scambio e approfondimento culturale che è mi sempre di stimolo alla creatività”. “Il 10 ottobre si inaugura – aggiunge Alberti – la mia personale alla Civica Galleria Mariani di Seregno, a cura di Franco Cajani in collaborazione con Lions Club Seregno Aid. La mostra, che proseguirà fino al 18 ottobre, era stata programmata per lo scorso 22 marzo giornata mondiale dell’acqua. Si svolgerà in concomitanza con la mostra del concorso fotografico World Water Day Photo Contest. “Riflessi e forme d’acqua” è il titolo della mostra che approfondisce l’aspetto simbolico e metaforico dell’acqua con una serie di dipinti nei quali vengono evidenziati dettagli ed effetti che suggeriscono movimenti e vibrazioni di luce. Franco Cajani, poeta e critico d’arte è un’altra figura fondamentale nel mio percorso artistico negli anni giovanili. Curatore della storica rassegna di scultura “Umanità di un mondo inanimato” che si svolse a Como in piazza Cavour e successivamente a Locarno e a Zurigo nel lontano 1978, alla quale mi invitò. Fu per me la prima esperienza espositiva importante insieme a alla collettiva alla Rotonda di via Besana di Milano curata sempre da Cajani l’anno successivo. Un percorso condiviso e la stima reciproca si sono mutati in sincera amicizia che ci ha fatti ritrovare dopo oltre quarant’ anni. Ho avuto la fortuna di sperimentare quello che ho sempre ritenuto fosse il giusto rapporto artista-critico: quello tra due compagni di strada e amici uniti da un comune sentire che si esprime attraverso lo scambio e la proficua interazione tra immagini e parole”.

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